• Ecco le Direttive di carattere programmatico per la cooperazione decentrata

    Vivere con meno di un dollaro e venticinque centesimi al giorno, secondo una stima internazionale fondata su misuratori di povertà basati sul reddito sarebbero ben 1.200.000.000 le persone costrette ad affrontare quotidianamente una precarietà del genere. Secondo l’indice di povertà multidimensionale del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) del 2014 quasi un miliardo e mezzo di persone in 91 paesi vive nella povertà, subendo privazioni che coinvolgono salute, istruzione e qualità della vita. Nonostante la povertà sia mediamente in calo, quasi 800 milioni di persone sono a rischio di ricadere in uno stato di estrema povertà in caso di imprevisti. Inoltre 200 milioni di persone annualmente vengono colpite da catastrofi naturali e 45 milioni di individui sono sfollati a causa di conflitti e persecuzioni a fine 2012. È anche per loro che opera la cooperazione internazionale.

    LEGGI IL TESTO DELLE DIRETTIVE SUL SITO DEL CONSIGLIO REGIONALE

    Sono state approvate durante la seduta della Giunta del Piemonte del 27 ottobre scorso le Direttive di carattere programmatico per la cooperazione decentrata con validità triennale (2015-2017). Il testo adesso verrà inviato al vaglio del Consiglio regionale. Si tratta di un documento che illustra le linee di azione della Regione Piemonte in attuazione della legge regionale 17 agosto 1995 n. 67 “Interventi regionali per la promozione di una cultura ed educazione di pace per la cooperazione e la solidarietà internazionale”. Mediante questa legge la nostra istituzione interviene al fine di favorire il radicamento nella comunità piemontese della cultura di pace e dei suoi presupposti quali le libertà democratiche, i diritti umani, la non violenza, la solidarietà, la cooperazione internazionale e l’educazione allo sviluppo sostenibile.

    La necessità della diffusione di una nuova sensibilità culturale tra i cittadini, ed in particolare tra i giovani, su tali temi nasce dalla consapevolezza che una maggiore conoscenza delle dinamiche politiche e socio-economiche che generano gli squilibri dello sviluppo sia un elemento indispensabile per la lotta contro la povertà e le disuguaglianze. La stessa legge, inoltre, prevede la promozione e la realizzazione di interventi di aiuto e di cooperazione internazionale allo sviluppo.

    Il Piemonte si muove in un contesto nazionale e internazionale. Le attività di cooperazione italiana sono attualmente oggetto della nuova disciplina di settore di recente approvazione, la Legge n. 125 ”Disciplina Generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo” è entrata in vigore il 29 Agosto 2014. A livello mondiale assume invece particolare rilevanza La Dichiarazione del Millennio, approvata nel 2000 da 186 Capi di Stato e di Governo nel corso della Sessione Speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che stabilisce gli otto obiettivi da raggiungere nel corso del millennio: lotta alla povertà e alla fame; educazione di base universale; eliminazione delle disparità tra i sessi; riduzione di due terzi della mortalità infantile; miglioramento della salute materna; lotta contro l’Aids, la malaria e le altre malattie infettive; protezione dell’ambiente; creazione di rapporti di partenariato globale per lo sviluppo. Il report 2014 delle Nazioni Unite evidenzia come ad oggi le attività di cooperazione finalizzate a raggiungere gli 8 obiettivi del millennio abbiano contribuito a dimezzare il numero di persone che vivono in estrema povertà nel mondo. Oggi il 90% dei bambini delle aree in via di sviluppo iscritti all’anagrafe ha accesso all’educazione primaria, riducendo la disparità tra maschi e femmine.

    Oggi la comunità internazionale è impegnata nella definizione dei Sustainable Millenium Development Goals (SMDGs) per avviare un processo intergovernativo per sviluppare gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile da condividere con l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e che dovranno diventare il riferimento delle politiche di cooperazione internazionale dei prossimi 15 anni.

    Gli obiettiv della Regione Piemonte sono tre: promuovere e valorizzare i potenziali e originali contributi dei soggetti e delle istituzioni che operano sul territorio; predisporre programmi per il coordinamento e l’armonizzazione delle iniziative; diffondere nella comunita’ regionale la conoscenza dei soggetti attivi nelle materie di cui alla legge e delle relative iniziative. L’azione regionale sarà finalizzata in modo particolare alla costituzione e al consolidamento di reti di relazioni con il territorio, promuovendosi quale soggetto in grado di svolgere un ruolo di coordinamento e di collegamento tra le istanze nazionali ed internazionali con Istituzioni pubbliche e private, Università, Associazioni, Ong, imprese, organismi religiosi, ecc. Verranno inoltre favorite le iniziative di cooperazione internazionale quale elemento di internazionalizzazione del “Sistema Piemonte” e di sensibilizzazione della propria collettività.

    Il nostro obiettivo è: intende: consolidare le esperienze e i programmi, già avviati in precedenza, che abbiano fornito risultati positivi; armonizzare gli interventi per renderli coerenti ai programmi del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, dell’Unione Europea e degli organismi internazionali; promuovere e consolidare iniziative di cooperazione decentrata aggregando e coordinando i molteplici attori del sistema piemontese e favorendo la collaborazione tra soggetti omologhi di altre realtà territoriali; favorire la partecipazione dei soggetti del territorio nelle attività di cooperazione, di sensibilizzazione delle comunità locali in particolare sui valori della pace, della solidarietà tra i popoli e della cooperazione internazionale; promuovere l’integrazione e la complementarietà dell’azione dei diversi soggetti regionali che operano sulle tematiche indicate dalla legge; favorire la progettazione partecipata per accedere a programmi di settore nazionali ed internazionali, anche attraverso il coinvolgimento delle competenze e risorse umane di altre Direzioni Regionali e di altre Regioni o Enti; favorire l’informazione e la comunicazione sul territorio, anche al fine di garantire una corretta e trasparente gestione, attraverso il rafforzamento degli attuali strumenti divulgativi e di capitalizzazione dei risultati; integrare l’azione delle diverse direzioni regionali; attivare sistemi e metodi di progettazione, monitoraggio e valutazione dei progetti e dei processi di cooperazione decentrata anche coerentemente con quanto indicato dalla Dichiarazione di Parigi1 e dall’Unione Europea in materia di efficacia e qualità dell’aiuto. L’importanza delle relazioni di prossimità geografica sono state ulteriormente riaffermate dall’Unione Europea che, nella propria programmazione 2014-2020, ha aumentato i fondi a disposizione per i programmi di cooperazione territoriale e transfrontaliera che coinvolgono Italia e sponda Sud del Mediterraneo (ENI) e Italia e Balcani (IPA II).

    Infine la Regione ha stabilito anche le priorità di intervento tematiche da effettuare sul territorio regionale: la realizzazione, il sostegno e la promozione di attività in tema di sensibilizzazione ed educazione allo sviluppo sostenibile e solidarietà internazionale, in ambito formale e non formale, in un’ottica di cittadinanza globale. Nel settore dell’istruzione e della formazione infie la promozione dell’equità, della coesione sociale e della cittadinanza attiva, al fine di “favorire le competenze interculturali, i valori democratici e il rispetto dei diritti fondamentali e dell’ambiente nonché combattere tutte le forme di discriminazione”.

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