• Discutere pubblicamente di rom non è più possibile a causa della speculazione politica di alcuni

    Soprattutto amarezza. È questo il sentimento che provo dopo l’incontro di Chieri di ieri sera. Sta diventando una brutta consuetudine, ogni volta che si parla pubblicamente di rom arrivano i contestatori e inaspriscono il dibattito.

    Ieri sera ho partecipato all’incontro organizzato dal comitato “Chieri c’è” dal tema “Rom: così lontani, così vicini – Diritti e doveri per una convivenza possibile”, con me erano presenti, fra gli altri, il sindaco di Collegno, Francesco Casciano, e il sindaco di Chieri, Claudio Martano. Il clima però non era dei migliori perché, oltre ai poliziotti in tenuta antisommossa che dovevano garantire la sicurezza, c’erano anche alcuni militanti di Forza Nuova che con le loro strumentalizzazioni non ci hanno permesso di discutere in modo costruttivo per buona parte della serata.

    Non ho alcuna intenzione di sottovalutare i problemi che sollevano i cittadini e alcune forze politiche non xenofobe con le quali discuto quotidianamente. Io cerco di affrontare qualsiasi problema in termini neutri e senza alcuna forma di buonismo o ideologia. Con gente come i militanti di Forza Nuova però non si può discutere. È anche colpa loro, oltre a una cattiva informazione, sempre più frequente, se ogni volta che cerchiamo pubblicamente di aprire una riflessione sull’inclusione dei rom il clima di tensione si fa insopportabile.

    Credo che sia necessario mettere attorno allo stesso tavolo tutti gli attori della recita, nel senso che per risolvere i problemi dobbiamo cercare di fare discutere rom, cittadini/e interessati/e, amministratori e associazioni insieme con l’obiettivo di trovare una mediazione che non sia a perdere per nessuno. Le sceneggiate di gente come quelli di Forza Nuova hanno solo l’obiettivo di fomentare rabbia e xenofobia. La conseguenza diretta di certi atteggiamenti è la radicalizzazione delle posizioni da parte di tutte i soggetti chiamati in causa. Un comportamento del genere potrebbe far desistere dal collaborare anche quei rom che hanno deciso di intraprendere un percorso di inserimento sociale.

    Mi auguro che queste pantomime acchiappa-voti non si ripetano più, ma sono consapevole che alcuni operano perché i problemi non si risolvano mai perché senza quelle problematiche loro non avrebbero più modo di esistere.

    Un plauso al comitato “Chieri c’é” che ha avuto il coraggio di organizzare un dibattito “scomodo”.

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