• Coprifuoco per i migranti a Domodossola: così si disperde il lavoro svolto nel VCO

    Una decina di giorni fa aveva lanciato la provocazione sulla sua pagina facebook, oggi quella provocazione è arrivata sul tavolo del Prefetto del VCO. Adesso la proposta di Lucio Pizzi, il sindaco di Domodossola è ufficiale: creare un regolamento che imponga ai migranti ospitati in zona il coprifuoco alle 20 e che vieti loro di girare per le vie della città. Un’idea che non è stata accolta in modo favorevole da molti residenti che hanno organizzato per il 23 giugno una manifestazione pro-accoglienza.

    Avevo già preso posizione sul tema quando il sindaco Pizzi aveva lanciato la provocazione sui social network sottolineando come ritenessi irresponsabile e pericoloso il tono di quel messaggio. Richieste, quelle del primo cittadino di Domodossola, che equivalgono a una lesione dei diritti umani. Inoltre se fosse emesso un regolamento come quello richiesto verrebbe annullato il vero valore della convenzione con la quale 32 comuni del VCO (compreso Domodossola) hanno dato delega al CISS (Consorzio Intercomunale Servizi Sociali) Ossola, per la gestione dell’accoglienza dei profughi.

    Principi che ribadirò domani proprio a Domodossola in occasione dell’inaugurazione della mostra “Exodos, rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione” alle 18.00 presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso (SOMS). Voglio sottolineare il senso di responsabilità che ogni amministratore dovrebbe fare proprio e attraverso il quale dovrebbe fare il bene della comunità per la quale opera.

    I progetti di inclusione dei migranti sul territorio piemontese sono una realtà che è stata in grado di proporre esperienze positive di accoglienza e scambio tra culture, una componente significativa di Exodos è proprio la webserie “Passaggi” di Simona Carnino e Carolina Lucchesini attraverso la quale vengono raccontate sei storie di migranti che “integrano” altri migranti in un contesto di assoluta “normalità”.

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