• Monica

    Cooperazione internazionale, creare opportunità per i giovani italiani e migranti nei Paesi di origine

    Ho partecipato questa mattina al seminario “Lavorare nella cooperazione” durante il quale è intervenuto il viceministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Mario Giro. L’incontro è stato organizzato dall’Università di Torino e dal Politecnico.

    Ho sottolineato come questa sia stata l’occasione per evidenziare opportunità concrete di lavoro nell’ambito della cooperazione internazionale. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha un ruolo chiaramente fondamentale ma il sistema della Regioni ne può giocare uno centrale costituendo l’anello di congiunzione con le realtà territoriali, istituzionali e della società civile, e lavorando alla cooperazione decentrata, che nella nuova legge nazionale viene chiamata partenariato territoriale.

    La Regione Piemonte ha sottoscritto in questa direzione un accordo con la rete delle ONG piemontesi (COP) e la rete dei Comuni per la Pace (COCOPA), collegando anche le politiche della cooperazione a quelle dell’accoglienza dei richiedenti asilo, difendendo innanzi tutto il buon operato delle Organizzazioni Non Governative del proprio territorio. Una logica di sistema che può aumentare le opportunità per i giovani, anche quelli di origine straniera, interessati a tornare nei propri Paesi di origine, e creare là nuove occasioni di sviluppo.

    Ho sottolineato come si dovrebbe assumere per tutti i giovani il concetto di migrazioni circolari, sviluppando sempre più politiche giovanili che incentivino la mobilità e l’acquisizione di competenze di cittadinanza, in una visione che scommette sui ponti e non sui muri.

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