• Con la vicenda del CSI-Piemonte, Giordano o Monferino devono fare un passo indietro rimettendo le loro deleghe a Cota

    Le comunicazioni di oggi dell’assessore Giordano alla Commissione Bilancio regionale sull’assemblea dei soci del CSI-Piermonte hanno certificato la divisione all’interno della giunta e della maggioranza sul futuro del CSI-Piemonte.
    L’assessore Giordano ha dichiarato di avere lavorato intensamente a costruire la linea passata all’assemblea, ad eccezione del commissariamento che è risultato non possibile. L’impegno assunto è quello di elaborare il piano strategico e di sviluppo del consorzio entro il 7 dicembre 2012.
    Su questo indirizzo non si sono ritrovate le Aziende sanitarie che si sono astenute, e dunque lo stesso assessore Monferino. E i fatti lo dimostrano: le ASL stanno man mano procedendo in affidamenti ad altre aziende delle attività informatiche sanitarie, addirittura anche in assenza di gara come sarebbe avvenuto per la TO1, quando la normativa vigente lo prevede data l’entità del bando.
    L’assessore Monferino sarebbe, non si capisce con quale mandato e intento, alla ricerca di investitori privati per il consorzio, anche perchè nello stesso tempo sta contribuendo a demolirne l’immagine pubblica e a spolparne le commesse. Siamo a un comportamento che poco è definire contraddittorio.
    A ciò si aggiunge che lo stesso presidente Burzi di Progett’azione ha dichiarato di non condividere il documento dell’assemblea dei soci, ritrovandosi nell’astensione delle aziende sanitarie.
    In questo contesto, l’assessore Giordano ha ipotizzato un passo indietro se non riuscirà a lavorare tranquillo, dichiarando chiaramente il suo dissenso rispetto all’operato dell’assessore Monferino, ad esempio affermando che “lui non parla con le aziende”.
    A questo punto chiediamo per coerenza e per il bene del consorzio ad uno almeno dei due assessori, Giordano e Monferino, un passo indietro. Cota decida a chi confermare le deleghe e la sua fiducia.
    Noi , da parte nostra, continueremo il nostro lavoro nella proposta di un altro CSI-Piemonte possibile, con un serio piano industriale.

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