• Con il regolamento Balduzzi in Piemonte 2355 posti letto in meno. La salute dei cittadini non è uno spreco

    Nella commissione sanità di oggi l’assessore Monferino ci ha illustrato quale sarebbe l’applicazione del regolamento Balduzzi alla rete ospedaliera piemontese. Un disastro.
    I numeri sono tragici: sarebbero eliminati 2355 posti letto e 294 strutture organizzative con e senza posti letto.
    La rete ospedaliera dovrebbe essere profondamente rivista con un declassamento della quasi totalità dei presidi ospedalieri piemontesi, a partire dalle eccellenze Sant’Anna, Regina Margherita, CTO e San Luigi non più DEA di secondo livello, non avendo almeno 70mila passaggi al pronto soccorso all’anno.
    E non dovrebbero essere più strutture ospedaliere Pinerolo, Ivrea, Giaveno, Susa, Venaria, Ciriè, Lanzo, Chieri, Cuorgnè e Carmagnola nella provincia di Torino, e così nelle altre province.
    La riforma dell’assessore Monferino prevederebbe la diminuzione di 200 strutture organizzative, al posto delle 294 della riforma Balduzzi, con 27 in meno di chirurgia generale, 22 di ostetricia ginecologia, 19 di terapia intensiva, 18 di neonatologia, 20 di oncologia, 47 di radiologia, solo per citare i tagli più significativi.
    In  particolare, nella riforma Monferino, verrebbe confermata la riconversione dell’ospedale Valdese di Torino, distruggendo di fatto il polo di medicina di genere finora operante. Rimarrebero in quella struttura da 40 a 80 posti letto post-acuti, la radiologia e la cardiologia riabilitativa, valutando la possibilità di insediarvi la centrale operativa della guardia medica.
    A questo punto non siamo però in grado di comprendere quale sarà la reale riforma sanitaria.
    Crediamo comunque che sia la riforma Monferino che quella derivante dal regolamento Balduzzi siano ispirate dallo stesso principio del ritenere la sanità un costo da tagliare, così come ha ben evidenziato il presidente Monti nelle sue dichiarazioni dei giorni scorsi, anche se oggi le ha in parte corrette parlando di diritto alla salute.
    Noi crediamo invece che la razionalizzazione, con l’eliminazione degli sprechi, dovrebbe basarsi su altri principi che mettano al centro l’offerta dei servizi sanitari e la salute dei cittadini.

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