• COMITATO DI SORVEGLIANZA PROGRAMMAZIONE 2014-2020: STABILITI GLI AMBITI E LE RISORSE SU CUI LA REGIONE POTRÀ INVESTIRE

    Ammonteranno a circa 2 miliardi di euro le risorse derivanti dal FESR e FSE che la Regione potrà utilizzare per la nuova programmazione del POR 2014- 2020. In particolare il Piemonte potrà disporre di 965 milioni per ognuno dei fondi europei da investire in materia  di Innovazione, ricerca, competitività per le imprese e occupazione.Questi i temi sui quali ha relazionato  il Comitato di Sorveglianza riunitosi quest’oggi presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi.
    Con la nuova programmazione dei fondi europei ha dichiarato Giuseppina De Santis, assessora regionale alle Attività produttiveabbiamo provato a introdurre elementi di novità rispetto al passato, consapevoli dell’importanza di dover lavorare sulla qualificazione del mondo produttivo. Abbiamo la necessità di essere operativi ed efficaci, usando in modo concreto le risorse. La nostra azione nei prossimi anni sarà ispirata alla capacità di trasparenza, di competitività e di riduzione dei costi. Saremo dunque selettivi negli interventi da mettere in atto”.

    Abbiamo ritenuto necessario, anche su impulso della Commissione Europeaha dichiarato l’assessora all’Istruzione, Lavoro, Formazione professionale Gianna Penteneroassegnare alle politiche in favore dei giovani la quota maggioritaria di risorse rese disponibili dal cofinanziamento FSE per la programmazione 2014-2020. Così come continueremo ad investire sul sistema educativo, anche alla luce dei miglioramenti ottenuti nell’ambito del programma Europa 2020. È stato infatti registrato in questi ultimi anni  un incremento di oltre 4 punti percentuali nel tasso di istruzione terziaria tra i soggetti di 30-34 anni (da 19,9% del 2010 al 24,2 del 2014)e, per contro, una riduzione di ben 5 punti percentuali della dispersione scolastica (da 17,6% del 2010 al 12,7 del 2014)”.

    Risulterà fondamentaleha concluso l’assessora alle Pari opportunità Monica Ceruttioperare in favore dell’incremento della partecipazione al mercato del lavoro delle donne, questo permetterà di incrementare del 7 per cento il PIL nazionale. Donne, giovani e migranti, possono essere agenti di cambiamento nella nostra regione. La linea è dunque quella di pensare a progettualità comuni e azioni di sistema specifiche ma in una logica universale: trasversalità e mainstreaming”.

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