• Cavallera risponde alla nostra interrogazione sui disagi per gli ex lavoratori di Villa Cristina

    Villa Cristina viene chiusa dalla Giunta regionale il 18 dicembre del 2011. La motivazione? La mancata messa a norma della struttura che non poteva più garantire sicurezza ai pazienti e ai lavoratori che vi operavano.

    Per diversi mesi i 105 lavoratori della struttura non hanno ricevuto adeguati ammortizzatori sociali e, malgrado fosse stato siglato un accordo tra l’assessorato regionale alla Sanità e le associazioni di categoria per l’assunzione del personale da parte delle strutture Aiop e Aris a tempo determinato per tutto il 2012, non hanno ricevuto neppure gli stipendi di gennaio e febbraio. Inoltre gli ex dipendenti di Villa Cristina, assunti presso una clinica di Nebbiuno sul Lago Maggiore, devono sostenere circa sei ore di viaggio e le conseguenti spese economiche per recarsi sul luogo di lavoro.

    In questo modo non vengono garantiti i diritti dei quali dovrebbero godere i lavoratori. Abbiamo sollevato la questione in Consiglio regionale presentando un’interrogazione in aula. A risponderci è stato l’assessore Ugo Cavallera che ci ha detto che “dal mese di febbraio il riavvio dell’attività produttiva presso la sede di Nebbiuno ha permesso la ripresa dell’attività lavorativa dei dipendenti, mediante un graduale ed alternato richiamo in servizio dei medesimi, condizionato e subordinato al progressivo inserimento dei pazienti nella nuova struttura. L’incremento poi dell’occupazione di posti letto presso la sede di Nebbiuno consentirà, a partire dal mese di maggio 2013, di richiamare in servizio tutto il personale attualmente disponibile, prevedendo turni di servizio pari a 12 ore di lavoro nel rispetto della normativa vigente, secondo un’articolazione dell’orario, di norma, su due giorni di lavoro e due-tre giorni di riposo, al fine di ridurre il disagio relativo alla presenza in struttura. La società Villa Cristina S.p.a. si è inoltre impegnata a mettere a disposizione del personale un servizio di trasporto aziendale, assicurando tre orari di passaggio giornalieri e due punti di raccolta in Torino“.

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