• Bene al nuovo corso interno al CSI-Piemonte, ma la privatizzazione non è un approdo ineluttabile

    Non possiamo che accogliere con moderato ottimismo il nuovo corso che sembra prendere piede in merito al futuro del CSI-Piemonte. Porre attenzione alla competenza di chi gestirà il consorzio, oltre che ai suoi operatori, è sintomo di una ritrovata fiducia nelle potenzialità di una struttura che, se sfruttata a dovere, potrà rivelarsi una risorsa per la nostra Regione. Ogni ragionamento però deve partire dalla salvaguardia di tutti i posti di lavoro e l’impegno assunto dall’assessore Ghiglia in merito non può che farci piacere.

    Siamo soddisfatti del fatto che sia stato chiarito il ruolo del consorzio anche in relazione al compito che dovrà assumere in merito alla gestione dell’informatizzazione del sistema sanitario regionale. In sede di approvazione del Bilancio avevamo presentato una mozione collegata al Decreto Legge 299, la legge finanziaria per l’anno 2013, nella quale avevamo chiesto che l’ente si impegnasse ad avviare con il CSI un percorso in questa direzione. Quella mozione fu approvata e oggi si avvia il percorso successivo e naturale.

    Crediamo anche che la realizzazione di un bando che delinei le competenze di chi dovrà sostituire il Direttore uscente è una notizia che va a rispondere ad una richiesta di trasparenza. Siamo convinti che il sostituto di De Capitano non possa e non debba essere frutto di una nomina politica perché è necessario trovare una figura che risponda a criteri di competenza e indipendenza e che sia così in grado di governare e rilanciare un consorzio pubblico con 1.200 dipendenti e l’indotto dell’ICT piemontese.

    Ci riserviamo invece di valutare la riorganizzazione del consorzio in due ambiti di lavoro, l’agenzia e la fabbrica, di cui vorremmo discutere. Su un punto vorremmo aprire un confronto sereno e serio con l’assessore: noi non crediamo che la privatizzazione del consorzio sia un approdo ineluttabile. Crediamo che una risorsa pubblica debba rimanere tale.

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