• Avviato percorso partecipato per una legge sull’immigrazione

    Il primo passo lo abbiamo fatto, ma per arrivare all’approvazione di una legge regionale sull’Immigrazione ce ne aspettano ancora tanti. Venerdì pomeriggio ho incontrato associazioni, componenti della vecchia consulta regionale sull’immigrazione, organizzazioni sindacali e rappresentanti dei consigli territoriali delle Prefetture per avviare un confronto partecipato proprio per la stesura di una nuova legge.

    Ho presente che esistono problemi a cui la Regione Piemonte non può fornire una soluzione in modo diretto, e mi riferisco a temi quali lo ius soli, il voto agli stranieri o le problematiche relative al rinnovo del permesso di soggiorno. Questo però non ci può esimere dal cercare di costruire una legislazione regionale che tenga conto anche di questi aspetti, ma non solo. Noi dobbiamo occuparci di quel pezzetto che ci compete avendo ben presente il senso del limite che traccia i confini dentro i quali ci possiamo muovere.

    La legge di cui ci dobbiamo dotare e che stiamo immaginando dovrà essere dotata di meccanismi partecipativi ed è per questo che sarà necessario mantenere lo strumento della Consulta rivedendone però la composizione e i criteri di rappresentanza. I temi che dovremo affrontare nel testo della legge sono tanti, tra questi dovremo rilanciare quello della cittadinanza, dell’accesso ai servizi, del sostegno all’interculturalità e del dialogo tra confessioni religiose differenti. Un occhio di riguardo, come è emerso anche dalla discussione di venerdì scorso, dovremo fissarlo sul tema della mediazione.

    Quando parliamo di immigrazione dobbiamo essere consapevoli che l’Italia non ha un proprio modello sociale e istituzionale di inclusione. Possiamo però trasformare una debolezza in una forza cercando di crearne uno dal basso. Questo possiamo farlo collaborando anche con altri soggetti, a partire dalle università.

    L’importante è non perdere tempo. La Regione Piemonte ha già aspettato tanto e il sistema dell’immigrazione è in evoluzione: un’ottima ricetta per l’oggi potrebbe essere già superata per il domani.

    Siamo consapevoli che con la legge che scriveremo non risolveremo tutte le problematiche, ma sappiamo anche che è necessario aprire un confronto e un dialogo. Le istituzioni devono imparare a comunicare tra loro e noi cercheremo di facilitare questo processo mettendo insieme tutte le risposte che già ci sono. La nostra legge darà indicazioni su quel che vorremo fare in materia in base alle nostre competenze.

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