• Altri morti nel Mediterraneo: corridoi umanitari subito

    Il Governo italiano è prudente; il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha riferito che l’Italia, sul naufragio di un barcone con a bordo quattrocento migranti, sta aspettando di ricevere ulteriori notizie dalle autorità egiziane. Una notizia che, se venisse confermata in tutta la sua tragicità, inchioderebbe l’Europa davanti alle proprie responsabilità.

    Oggi infatti viene ribadita l’importanza di discutere a livello europeo di un “migration compact”, ovvero di un pacchetto di iniziative che prevedano progetti di investimento; titoli con cui finanziare progetti infrastrutturali e facilitare l’accesso di questi Paesi ai mercati finanziari; un controllo comune dei confini e collaborazione sul fronte della lotta al crimine; strumenti per l’accesso di lavoratori al mercato europeo; compensazione riservata ai Paesi che si impegnano nello stabilire sistemi di asilo nazionali; una Guardia di frontiera europea; cooperazione sui rimpatri-riammissioni; gestione dei flussi dei rifugiati; sistemi di asilo nazionali; lotta ai trafficanti.

    Si tratta di un programma ambizioso che metterebbe a sistema l’accoglienza e il contrasto al traffico di uomini in tutta Europa. Uno strumento che nel lungo periodo eviterebbe stragi in mare e arrivi in massa, ma nel breve periodo ci vuole altro. È per questo che secondo me è necessario rilanciare prima di tutto dei corridoi umanitari evitando il viaggio in mare su barconi della speranza che spesso finisce in tragedia.

    Questa è la priorità in questo momento.

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