• Alle regionali scendo in campo con Pizzarotti e Italia in Comune

    Alle prossime elezioni sarò nella lista Italia in Comune a sostegno della candidatura di Sergio Chiamparino a Presidente della Regione, dove porterò avanti le proposte della rete Futura a partire dalla lotta alle disuguaglianze e al progressivo impoverimento della classe media, uno degli elementi che hanno permesso ai populismi di attecchire. C’è una classe politica che investe sulle paure e promette ‘soluzioni’ facili e rassicuranti.

    A noi il compito di contrastare questi venditori di fumo. Per farlo dobbiamo ricostruire un’idea di società che fonda la sua sicurezza nel rispetto reciproco, nel rispetto delle buone regole del vivere comune, nel contrasto alle ingiustizie economiche e non, mantenendo fede ai valori che hanno sempre ispirato la sinistra.
    La prima è data dal diverso trattamento riservato a uomini e donne: dalla differenza di quantità e qualità dei posti che occupano gli uni e le altre, dalle diverse condizioni economiche, la popolazione femminile guadagna in media di meno rispetto a quella maschile, dalla diversa stabilità lavorativa che porta le donne a cadere con maggior facilità in stato di povertà.

    Purtroppo proposte di legge nazionali come la “Pillon”, dal nome del suo firmatario, improntate a una presunta uguaglianza fra uomo e donna, rischiano di farci fare passi indietro giganteschi,  e comunque di penalizzare il coniuge più fragile, che è più sovente la donna, soprattutto se vittima di violenza familiare.

    Si tratta dunque di mettere al centro i diritti delle persone, anche delle minoranze. Le differenze devono essere un valore, non oggetto di discriminazione. La nostra società oggi invece rischia un’involuzione su tutti i fronti. Sembra diventata incapace di offrire pari opportunità e speranza ai più giovani, sembra ossessionata dalla paura del diverso che a volte sfocia nel più bieco razzismo.

    Noi dobbiamo invece elaborare politiche serie che governino le differenze, a partire dalle politiche dell’immigrazione, che non possono tradursi nella costruzione di muri (virtuali o reali). È necessario affrontare i problemi, non costruire trincee. Si deve partire dalle singole realtà, dal basso. Ci si deve alleare con la concretezza degli amministratori locali, punto di forza del progetto di Italia in Comune, che ogni qual volta che sono stati chiamati a cimentarsi con sfide simili, sono quasi sempre riusciti, almeno qui in Piemonte, a superare le difficoltà e a rafforzare la propria comunità.

    C’è tutta un’altra storia da raccontare, anche riguardo ai giovani, che non sono choosy, o bamboccioni. Quando si instaura una relazione con loro, si scopre quanto abbiano invece voglia di scommettere sul futuro. Sono certo distanti dalle istituzioni, ci vedono indifferenti. E forse a ragione, perché purtroppo finora gran parte della politica è stata incapace  di dialogare con loro. Questa potrebbe essere la chiave di una nuova politica, di una “buona politica”.

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