• Accoglienza profughi: ho incontrato i sindaci dell’alessandrino e del cuneese

    Questa settimana ho proseguito il tour di confronto con i sindaci del Piemonte per discutere del tema dell’accoglienza profughi. Tutto ciò è possibile grazie ai Prefetti piemontesi che hanno accolto l’invito dell’assessora a convocare riunioni presso le proprie strutture.

    Lunedì 27 luglio sono stata ad Alessandria dove ho incontrato i rappresentanti dei 120 comuni del territorio che sono divisi in sei zone, le amministrazioni capo-zona sono Alessandria, Novi Ligure, Valenza, Casale Monferrato, Tortona e Ovada. Ho registrato una complessiva disponibilità a comprendere la necessità di individuare nuove strutture per l’accoglienza. Concordo con i sindaci del territorio che quando dicono che una vera accoglienza passa anche da risposte alle popolazioni locali che attendono interventi specifici dopo eventi straordinari, vedi l’alluvione nel novese. Anche ad Alessandria è stata evidenziata l’importanza di fare formazione agli enti gestori come previsto dal nostro piano regionale.

    Ed è dalla necessità di dare informazioni uniformi che nasce l’esigenza di codificare i messaggi, costruiremo un vademecum dove spiegheremo quelli che sono i vari passaggi dell’accoglienza e quello che le amministrazioni possono fare oppure no. Ad esempio molti non sanno che nei primi sei mesi di permanenza i profughi possono già essere coinvolti in progetti di volontariato, mentre dopo possono anche essere attivati i tirocini. Siamo convinti che sia importante progettare forme di volontariato civico anche per far comprendere alle popolazioni che i migranti possono essere una risorsa. Infine con i sindaci abbiamo concordato sul fatto che debbano essere coinvolti i consorzi socio assistenziali.

    Questa mattina sono stata a Cuneo dove il Prefetto ha convocato una riunione alla quale hanno partecipato una quarantina di Comuni, i più grandi della Provincia. Attualmente nel cuneese ci sono 750 migranti e 220 sono in arrivo nei prossimi giorni. Ho apprezzato lo spirito di condivisione che è emerso. È stata evidenziata la difficoltà a reperire strutture pubbliche per l’accoglienza ed è per questo che é necessario rivolgersi anche ai privati. È stato richiesto che nel vademecum che verrà prodotto dalla Regione vi siano anche le pratiche positive. Credo che si debba mettere in campo uno spirito positivo anche nel far comprendere quelle che sono le difficoltà che si incontrano, non sottovalutando la crisi economica che stanno vivendo i/le nostri/e cittadini/e, ma ricordando che le risorse per l’accoglienza possono essere anche un fattore di sviluppo del territorio.

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