Credo al contrario di Umberto D’Ottavio che il movimento No Tav abbia strategia politica.
Come lui ho partecipato al convegno di stamattina di Bussoleno e proprio la presenza di sensibilità diverse dimostra che la manifestazione di oggi ha la potenzialità di avviare un nuovo corso sulla vicenda.
Gli interventi di Laura Puppato e di Michele Emiliano hanno dimostrato disponibilità all’ascolto, al rimettere in discussione scelte, finora considerate ineluttabili, soprattutto in un contesto mutato economicamente.
Molti amministratori locali presenti hanno trovato in esponenti nazionali del loro stesso partito, il PD, finalmente attenzione.
Ben venga la commissione d’inchiesta proposta dai parlamentari del M5S, ma la politica deve riprendersi la scena e tornare a nutrirsi di un confronto, finora negato da chi si è trincerato dietro presunte scelte tecniche e irrevocabili.
Oggi questo confronto può ripartire, tornando al merito delle questioni, affrontando nella trasparenza la sostenibilità economica, ambientale e sociale della linea ad alta velocità Torino-Lione.

Torino – Lione
Il movimento No Tav ha strategia politica. A Bussoleno è partito un vero confronto, anche all’interno del PD
I fanatici della Tav dovrebbero ora accettare la destinazione dei suoi fondi ad opere utili
Abbiamo sostenuto nel tempo l’inopportunità della realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Il suo effettivo bisogno non è giustificato dai volumi di traffico merci in flessione e dal costo troppo elevato per il periodo che stiamo vivendo.
Se il Governo francese fosse realmente intenzionato a rivedere i piani di realizzazione dell’opera non potremmo che esserne soddisfatti perché la scelta andrebbe nella direzione del buon senso.
Ci chiediamo quando anche i fanatici italiani della “Tav a tutti i costi” cambieranno direzione e si renderanno conto che i capitali che sono destinati alla Torino-Lione potrebbero essere destinati in miglior modo.
Parte oggi la campagna di SEL “I treni per i pendolari: una battaglia di civiltà!”. Per i piemontesi la priorità è la Tav o il trasporto pubblico?
SEL vuole dar voce alle quasi duecentocinquantamila persone che ogni giorno in Piemonte prendono un treno per andare a scuola o al lavoro. Per questo oggi parte la nostra campagna: “I treni per i pendolari: una battaglia di civiltà!”. Contemporaneamente abbiamo presentato in Regione un Question Time che sarà discusso mercoledì per comprendere quali siano le prospettive della Regione per le 12 linee ferroviarie che dovrebbero essere soppresse. Dei 250.000 pendolari che ogni giorno utilizzano le linee ferroviarie, in quanti verranno penalizzati da questi tagli? E’ inverosimile che questi tagli non siano supportati da numeri certi.

Riapriamo il dialogo sulla Tav. E non monetizziamo lo scontro
Le prove di forza accompagnate dallo stanziamento di risorse non sono la strada che assume la gravità di una situazione di cui dobbiamo attribuirci tutti la responsabilità, pro e contro l’opera.
Queste le mie parole d’ordine: “riaprire il dialogo” e “non monetizzare lo scontro”.
La mancanza di un serio confronto viene infatti trasformato in problema di ordine pubblico o monetizzato, con le compensazioni o gli sgravi fiscali.
Ci sembra più opportuno invece che i vertici istituzionali piemontesi affrontino domani con i parlamentari come riaprire un dialogo con tutti gli amministratori della Valle.







