Le dichiarazioni di Eugenia Roccella sono figlie di una cultura oscurantista che fortunatamente l’indagine Eurispes ci dimostra minoritaria nel nostro Paese.
Legare i figli delle coppie omosessuali, se avuti con la fecondazione assistita, allo sfruttamento delle donne, nel caso si tratti di persone non abbienti, donatrici di ovociti, è francamente un’aberrazione.
Affermare che il riconoscimento di diritti agli omosessuali avviene a dannno delle donne è infatti una bieca strumentalizzazione, frutto di una concezione malata della fecondazione assistita.
Il nostro Paese ha invece bisogno di una ventata di laicità che finalmente colmi la nostra arretratezza legislativa in tema di diritti civili.












