Dove finora non è ancora riuscita la politica, interviene la magistratura.
La notizia della bocciatura da parte del Tar della riorganizzazione delle emodinamiche è solo l’ultima delle sconfessioni del piano ideato dall’ex-assessore Monferino, nonché sostenuto in modo acritico dal presidente Cota.
Questa volta a lui non diciamo di trarne le conseguenze, vista la sua sordità in merito.
Invece chiediamo al neo assessore alla sanità, Ugo Cavallera, persona intelligente, di stracciare definitivamente il fascicolo Monferino, congelando le disastrose scelte corrispondenti, e di mettere in campo un nuovo piano sanitario serio, su cui anche le opposizioni possano offrire il loro contributo, consapevoli delle difficoltà che la Regione sta vivendo.

Regione
Dopo la bocciatura del Tar, Cavallera stracci definitivamente il fascicolo Monferino
Sempre meno soldi per l’assistenza, così non va. Cavallera riveda per intero il suo piano
Promettono una gita al mare e invece ti portano a veder lo stagno. La tecnica della revisionata Giunta Cota ormai è chiara. Prove ne abbiamo abbastanza, l’ultima è arrivata oggi: altro che un aumento dei fondi destinati alle politiche sociali, ci troviamo davanti ad una vistosa riduzione delle risorse.
I dati che sono emersi dalla commissione di oggi evidenziano una flessione dei fondi che la Regione ha intenzione di destinare alle politiche sociali rispetto all’anno scorso. Lo stesso assessore Cavallera ha annunciato un rifinanziamento del fondo indistinto per le politiche sociali di almeno 4.2 milioni di euro. In più sul tavolo è stata messa la promessa di un ulteriore aumento delle risorse in sede di assestamento di bilancio: altri 10 milioni di euro.

A rischio la piscologia oncologica delle Molinette, la risposta ai nostri quesiti
Martedì scorso abbiamo ricevuto risposta da parte dell’Assessore alla Sanità Ugo Cavallera in merito all’interrogazione del 10 aprile, in cui chiedevamo di procedere a una revisione dell’operato dell’ex Assessore alla Sanità Monferino per quanto riguarda il declassamento a “struttura semplice” della Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Psicologia Clinica e Oncologica delle Molinette.
Settantaquattro lavoratori ostaggio di un’amministratrice delegata? E’ inaccettabile. Presentata un’interrogazione all’assessora al Lavoro della Regione
Evidentemente il metodo Marchionne ha fatto scuola. Le parole dell’amministratrice delegata della Berco, Lucia Morselli, se confermate sarebbero un vero e proprio attentato alla Regione Piemonte. Davanti alla disponibilità della Thyssen, il gruppo tedesco controlla l’azienda, sarebbe inspiegabile la presa di posizione dell’ad che avrebbe confermato nell’incontro di questa mattina in Confindustria a Roma l’esubero di 611 lavoratori e la chiusura dello stabilimento di Busano Canavese.
Nell’altocanavesano sono impiegati 74 dipendenti presso la Berco, solo due anni fa erano 114. I lavoratori piemontesi evidentemente hanno già pagato un duro prezzo alla crisi dell’azienda, non si può chiedere loro ulteriori sacrifici. La Morselli sostiene che il tavolo è quello di Confindustria e non quello ministeriale? Sostiene che nessuna pressione della proprietà o del governo farà modificare i suoi progetti?

Un ulteriore passo verso l’accertamento della verità
Sono felice di aver potuto finalmente fornire le spiegazioni delle spese che mi vengono contestate, che tengo a sottolineare non sono di natura personale o privatistica, ma tutte legate ad attività istituzionali e politiche. La trasparenza ha guidato da subito la mia attività in Consiglio regionale avendo presentato come prima proposta di legge l’anagrafe degli eletti, il 15/6/2010.
Per ognuna di esse abbiamo illustrato il collegamento con l’intensa attività consiliare, in particolare con le 13 proposte di legge e con le 156 interrogazioni presentate di cui sono prima firmataria.







