Oggi in Commissione un passo avanti è stato fatto. L’assessore ha ritirato il suo emendamento che abrogava la legge regionale sulla caccia e ha dichiarato che la direzione è una sola: quella di andare incontro ai quesiti referendari.
Probabilmente ha compreso che i blitz finiscono di essere controproducenti per tutti, animalisti e cacciatori.
Ci saremmo aspettati però un passo in più: la proposta di un disegno di legge da parte della giunta che assuma i quattro quesiti integralmente: limitazione del prelievo venatorio a 4 specie, divieto di caccia la domenica e su terreno coperto da neve, limitazione dei prelievi concessi alle aziende faunistico-venatorie.
Così verrebbe meno la consultazione referendaria, con il risparmio di risorse che sembra essere la priorità del governo regionale in questo momento.
Siamo perplessi che la strada scelta di giungere a una legge condivisa sulla caccia facendo sintesi tra i progetti di legge finora presentati e molto difformi fra loro possa avvenire in tempi brevi, tali da evitare il referendum. Non è mai successo nel passato.
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