Oggi in commissione regionale redigente avremmo dovuto iniziare l’esame delle proposte di legge sulla caccia, in modo apparentemente slegato dalla celebrazione del referendum che finalmente dovrebbe tenersi quest’anno nella nostra Regione.
Invece, l’assessore Sacchetto ha spiazzato completamente i lavori della commissione presentando un emendamento abrogativo dell’attuale legge regionale, annullando, in caso di sua approvazione, non solo le proposte di legge presentate, in quanto a loro volta emendative della legge regionale, ma anche di conseguenza il referendum.
L’assessore ha negato la volontà di superamento del referendum, dichiarata invece dalla maggioranza, adducendo come motivazioni il tema economico del costo dello svolgimento del referendum e la presunta obsolescenza dei quesiti referendari, concepiti diversi anni fa.
Si tratta purtroppo di una concessione alla fazione più integralista del fronte dei favorevoli alla caccia, che al contrario avrà come effetto un rafforzamento nell’opinione pubblica della necessità di arrivare a norme più stringenti così come richiesto dai referendari.
Sul tema dei costi, sarebbe auspicabile un accorpamento dello svolgimento del referendum con le numerose tornate amministrative che si terranno in Piemonte, chiedendo al parlamento nazionale un pronunciamento in merito.
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