• Impatto di genere come leva di sviluppo

    Il Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS)  ha riscontrato violazioni del diritto alla parità di retribuzione e del diritto alle pari opportunità sul luogo di lavoro in 14 dei 15 paesi che hanno accettato di applicare la procedura dei reclami collettivi della Carta sociale europea. Solo la Svezia è risultata in linea con i principi contenuti nella Carta. Il ricorso è stato presentato dall’ONG internazionale University Women Europe (UWE).

    Nessuno stupore che l’Italia invece sia inadempiente. Vengono individuate come carenze principali non tanto quelle legislative, ma la mancata trasparenza salariale nel mercato del lavoro, l’assenza di vie di ricorso efficaci e l’insufficienza dei poteri e mezzi conferiti agli organismi nazionali per la promozione della parità di genere. Leggi Tutto

  • Il Pride compie cinquant’anni

    I moti di Stonewall iniziarono nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1969 a New York. L’anno successivo vennero ricordati per la prima volta dalla comunità GLBT, che ha iniziato a rivendicare il diritto ad essere visibile e di conseguenza avere pari opportunità nella società.

    Questo il senso profondo delle manifestazioni che si svolgono ogni anno da cinquant’anni in tutto il mondo in questo periodo.

    Quest’anno però la pandemia ha spostato on line molte celebrazioni, come è avvenuto a Torino la scorsa settimana, rendendo di conseguenza meno visibile questa ricorrenza, quando invece proprio il Covid-19 la rende ancora più densa di significato. Leggi Tutto

  • Giornata Mondiale del Rifugiato

    Sabato 20 giugno è la Giornata Mondiale del Rifugiato. Quest’anno la celebriamo in una situazione del tutta anomala rispetto al passato, ma con criticità che purtroppo conosciamo, e che rischiano di peggiorare, in un contesto in cui le diseguaglianze si accentuano.

    L’anno scorso aprivo il mio libro “L’umanità è patrimonio. Nuove narrazioni contro le paure”, ricordando l’immagine del corpicino di Alan Curdi riverso sulla spiaggia di Bodrum in Turchia. Era il 2 settembre 2015. Sembrava che questa tragedia, avendo scosso l’opinione pubblica mondiale, potesse portare a un cambiamento nelle politiche delle migrazioni, dell’accoglienza. E invece oggi abbiamo l’ennesima nuova immagine che è un pugno nello stomaco: un altro corpicino di una neonata trovato sulla spiaggia di Sorman in Libia, restituito dal mare dopo il naufragio dell’imbarcazione, che avrebbe causato la morte di 12 persone su un totale di 30. Ma non fa notizia. Leggi Tutto

  • Tre cambiamenti nel cammino contro la violenza di genere

    Due femminicidi in Piemonte nel giro degli ultimi cinque giorni.

    Domenica Paola Malavasi nel novarese è stata uccisa da un uomo con il quale aveva avuto una relazione, durante un ultimo incontro chiarificatore, che le è stato fatale, come è purtroppo capitato in numerosi altri femminicidi.

    A Volvera, in provincia di Torino, Cristina Messina è stata uccisa cinque giorni fa dall’ex marito, che ha ferito anche gravemente la figlia di lei.

    Due tragedie che ripropongono schemi che purtroppo conosciamo e rispetto alle quali sembra non si riesca a mettere nulla in campo per evitarle, in una sorta di triste fatalismo.

    Anzi il lockdown ha inasprito quelle relazioni, dove più spesso si manifesta la violenza domestica, come d’altronde ci si poteva aspettare. I reati che riguardano la violenza di genere non sono diminuiti, a differenza delle altre tipologie. Undici donne nel nostro Paese sono state uccise in questo periodo. La Procura di Torino sta ricevendo in media venti denunce al giorno per maltrattamenti e un Centro Antiviolenza come Telefono Rosa dichiara, che, dopo un calo nei primi giorni, le chiamate nel lockdown sono al contrario aumentate del 70%. Leggi Tutto

  • Un nuovo Me Too

    Soddisfazione non è la parola giusta per accogliere l’integrazione con 11 donne delle task force di Colao e della Protezione Civile. Questa risposta alla mobilitazione di tante, me compresa, deve essere considerata un atto dovuto che mette una pezza alla composizione squilibrata di questi organismi, non rappresentativa delle reali competenze del nostro Paese.
    Per contro, queste scelte così penalizzanti nei confronti dei talenti femminili sono state la norma finora, e non hanno suscitato una reazione così indignata in gran parte della popolazione femminile. Non si sono stancate di rilevarlo le commissioni pari opportunità, le assessore alle pari opportunità come la sottoscritta, in un disinteresse abbastanza generalizzato. Leggi Tutto