• Giornata Mondiale del Rifugiato

    Sabato 20 giugno è la Giornata Mondiale del Rifugiato. Quest’anno la celebriamo in una situazione del tutta anomala rispetto al passato, ma con criticità che purtroppo conosciamo, e che rischiano di peggiorare, in un contesto in cui le diseguaglianze si accentuano.

    L’anno scorso aprivo il mio libro “L’umanità è patrimonio. Nuove narrazioni contro le paure”, ricordando l’immagine del corpicino di Alan Curdi riverso sulla spiaggia di Bodrum in Turchia. Era il 2 settembre 2015. Sembrava che questa tragedia, avendo scosso l’opinione pubblica mondiale, potesse portare a un cambiamento nelle politiche delle migrazioni, dell’accoglienza. E invece oggi abbiamo l’ennesima nuova immagine che è un pugno nello stomaco: un altro corpicino di una neonata trovato sulla spiaggia di Sorman in Libia, restituito dal mare dopo il naufragio dell’imbarcazione, che avrebbe causato la morte di 12 persone su un totale di 30. Ma non fa notizia. Leggi Tutto

  • Tre cambiamenti nel cammino contro la violenza di genere

    Due femminicidi in Piemonte nel giro degli ultimi cinque giorni.

    Domenica Paola Malavasi nel novarese è stata uccisa da un uomo con il quale aveva avuto una relazione, durante un ultimo incontro chiarificatore, che le è stato fatale, come è purtroppo capitato in numerosi altri femminicidi.

    A Volvera, in provincia di Torino, Cristina Messina è stata uccisa cinque giorni fa dall’ex marito, che ha ferito anche gravemente la figlia di lei.

    Due tragedie che ripropongono schemi che purtroppo conosciamo e rispetto alle quali sembra non si riesca a mettere nulla in campo per evitarle, in una sorta di triste fatalismo.

    Anzi il lockdown ha inasprito quelle relazioni, dove più spesso si manifesta la violenza domestica, come d’altronde ci si poteva aspettare. I reati che riguardano la violenza di genere non sono diminuiti, a differenza delle altre tipologie. Undici donne nel nostro Paese sono state uccise in questo periodo. La Procura di Torino sta ricevendo in media venti denunce al giorno per maltrattamenti e un Centro Antiviolenza come Telefono Rosa dichiara, che, dopo un calo nei primi giorni, le chiamate nel lockdown sono al contrario aumentate del 70%. Leggi Tutto

  • Un nuovo Me Too

    Soddisfazione non è la parola giusta per accogliere l’integrazione con 11 donne delle task force di Colao e della Protezione Civile. Questa risposta alla mobilitazione di tante, me compresa, deve essere considerata un atto dovuto che mette una pezza alla composizione squilibrata di questi organismi, non rappresentativa delle reali competenze del nostro Paese.
    Per contro, queste scelte così penalizzanti nei confronti dei talenti femminili sono state la norma finora, e non hanno suscitato una reazione così indignata in gran parte della popolazione femminile. Non si sono stancate di rilevarlo le commissioni pari opportunità, le assessore alle pari opportunità come la sottoscritta, in un disinteresse abbastanza generalizzato. Leggi Tutto

  • CSI-PIEMONTE. FERMIAMO LE MANOVRE PRIVATIZZATRICI DELLA GIUNTA REGIONALE. IL PROSSIMO CONSIGLIO AVRÀ INVECE IL COMPITO DI RILANCIARE IL CONSORZIO

    Tutti dovremmo avere a cuore i beni comuni che ha in seno la nostra Regione: il CSI-Piemonte è uno di questi.

    Nell’accordo di intesa sottoscritto fra gli enti consorziati si parla di “valorizzazione degli asset aziendali”. Credo che ciò non si possa tradurre nella svendita di un patrimonio regionale e senza alcun impegno preciso sulla “conservazione dei livelli occupazionali”. Più volte ci ha provato l’attuale Giunta.

    L’ultima parola invece deve spettare al Consiglio che verrà eletto il 25 maggio. Altrimenti si configurerebbe una manovra inopportuna e illegittima, fatta da una Giunta e da un Consiglio di Amministrazione che ormai sono al termine della loro fallimentare esperienza.

    La futura amministrazione avrà in mano una risorsa che non potrà fare altro che valorizzare con tutte le positive ricadute sul territorio. Un piano coordinato di informatizzazione delle Aziende Sanitarie consentirà il rilancio del Consorzio.

    Evitiamo invece di svendere un bene pubblico, per non danneggiare anche le imprese piemontesi. Un CSI che coinvolga i fornitori locali per la Sanità è una risorsa strategica per il pubblico e per il privato: bisogna innescare un processo virtuoso che abbia le potenzialità per modernizzare e rilanciare il nostro territorio.

    Noi non vogliamo che il consorzio rimanga quello che è oggi, noi vogliamo un CSI pubblico che diventi un fattore propulsivo per un nuovo Piemonte.

  • DA CHIAMPARINO CI ASPETTIAMO PAROLE CHIARE SUL DIRITTO ALLO STUDIO

    Sostiene il consigliere Laus che la nuova legislatura regionale dovrebbe sottoporre l’Ente per il Diritto allo Studio a un drastico ripensamento, ben più incisivo della riduzione da 16 a 5 dei membri del Cda, appena approvata in Consiglio Regionale. Secondo Laus l’ente è una macchina dispendiosa che va semplicemente liquidata.

    Forse Laus non sa che ogni Regione ha il suo ente per il diritto allo studio universitario sulla base di una legge nazionale; alcune regioni ne hanno più di uno, legato direttamente agli atenei, come ad esempio la Lombardia.

    E’ paradossale che, di fronte allo scempio compiuto da Cota in materia di diritto allo studio, si pensi di danneggiare ulteriormente una realtà virtuosa come L’Edisu Piemonte. Il problema non è certo il costo della macchina, le cui spese di funzionamento sono bassissime, ma semmai la politica di sostanziale smantellamento del diritto allo studio portata avanti dalla Giunta Cota: i tagli dei finanziamenti all’EDiSU operati a partire dal 2011 hanno ridotto le borse di studio dal 100% al 30%, negando la possibilità di sostentamento, posti letto e servizio di ristorazione a circa 4mila studenti idonei degli atenei piemontesi. Dopo la riduzione degli stanziamenti, nel bilancio regionale per il diritto allo studio restano solo 9 milioni di euro, meno di quelli incassati attraverso il contributo versato dagli studenti stessi, che corrisponde a circa 13 milioni.

    Ci auguriamo davvero che il Partito Democratico non voglia suggerire, per il programma della prossima Giunta, una proposta del genere. Noi, lo diciamo da tempo, chiediamo che si torni immediatamente al 100% delle borse di studio garantite a tutti gli studenti capaci e meritevoli e privi di mezzi, senza ricorrere a nessuna forma di prestito d’onore. Ci aspettiamo che il candidato Presidente Chiamparino ci dia delle rassicurazioni su questo punto, che riteniamo irrinunciabile.