• Violenza di genere: per il Piemonte la tutela dei minori è prioritaria

    Giulia Balestri è stata presa a bastonate in faccia fino alla morte. A ucciderla è stato il marito dopo la loro udienza di separazione. L’ultima vittima di un femminicidio è una donna di Ravenna e la storia rispetta il solito copione: una storia d’amore dalla quale sono nati anche tre figli che finisce e la follia di un uomo che uccide l’ex compagna perché convinto di esercitare un diritto di proprietà.

    Non mi stancherò mai di parlarne perché quello della violenza sulle donne è un fenomeno enorme. I numeri a riprova di ciò: secondo il quotidiano La Stampa una donna su tre avrebbe subito violenze fisiche o sessuali durante la sua vita; più di sei stupri su dieci avviene per mano di partner o ex partner; nel 2014 il 65% dei figli di coppie dentro le quali è avvenuta una violenza avrebbe assistito all’atto.

    Sempre secondo il quotidiano torinese la violenza di genere negli ultimi dieci anni avrebbe generato ben 1.600 orfani. In Piemonte durante la stesura della legge regionale numero 4/2016 abbiamo voluto porre particolare attenzione a questo tema sin dal titolo dell’atto: Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e per il sostegno alle donne vittime di violenza ed ai loro figli.

    L’articolo 14 della legge regionale prevede specifiche azioni di sostegno rivolte ai minori che assistono ad atti di violenza nei confronti di uno dei due genitori: la protezione del minore, anche attraverso il coinvolgimento della competente autorità giudiziaria per l’assunzione degli eventuali provvedimenti di tutela; interventi finalizzati alla cura del minore, alla riparazione del trauma subito ed al ripristino della sua salute fisica e psicologica, mediante azioni che, salvo diversa indicazione clinica, vedono un attivo coinvolgimento della madre; interventi di cura nei confronti della madre e, qualora praticabili, interventi a livello delle relazioni familiari allargate, finalizzate prioritariamente al sostegno della relazione madre-bambino; percorsi di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli; l’inserimento o il reinserimento del bambino in un ambiente di vita che ne garantisca la protezione dal riproporsi di eventi traumatici e la presenza di figure accudenti e tutelanti.

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