• Rifugiati, mai così tanti dalla seconda Guerra mondiale. Lavoriamo per la pace, facciamolo per i bambini

    Dalla seconda Guerra mondiale a oggi il numero dei rifugiati, richiedenti asilo e sfollati non era mai stato così alto. A riferirlo è l’Alto commissariato dell’ONU per i rifugiati (Unhcr). Alla base di questa odissea ci sarebbero persecuzioni, crisi o conflitti che testimonierebbero come la pace sia ancora solamente un’ambizione per la quale si debba lavorare e ci si debba impegnare ancora con più forza.

    I dati ufficiali presentati dagli organi dell’ONU ci dicono che alla fine del 2013 le persone in cerca di un rifugio erano 51.200.000, un dato ancora più impressionante se confrontato con quello del 2012 (45.200.000) che registrava una presenza inferiore ci circa 6.000.000 di persone. Secondo l’Alto commissariato ad aggravare la situazione sarebbe stato l’impatto del conflitto siriano.

    Come sottolinea l’UNICEF, uno degli aspetti più preoccupanti della vicenda riguarda il coinvolgimento dei bambini che sono la parte in causa esposta a maggiori pericoli sia durante la fase di traversata del mare Mediterraneo, sia una volta giunti nei paesi di destinazione perché spesso soggetti a sfruttamento, abusi o altre violazioni dei loro diritti che vengono sanciti dalla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

    Le istituzioni a tutti i livelli a rifugiati, sfollati e richiedenti asilo di tutte le età devono garantire non solo accoglienza, ma anche protezione, inserimento, integrazione e formazione. Il nuovo Parlamento europeo dovrà affrontare il nodo delle politiche per l’immigrazione con serietà ascoltando tutti gli attori in causa e dovrà agire per una vera azione di pacificazione in quelle zone in cui le popolazioni subiscono violenze e repressioni. Il nostro sguardo non deve cadere solo sui conflitti medio-orientali, ma anche dentro i nostri confini continentali.

    Per quanto riguarda l’Italia e la Regione Piemonte in questo momento la prima preoccupazione è la gestione della vicenda “Marenostrum” in relazione alle competenze regionali rimettendo in moto una macchina che non dovrà occuparsi solo di un’eventuale accoglienza, ma anche del successivo accompagnamento.

    (Foto tratta dal sito dell’Associazione ASMIRA)

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