• Regione Piemonte e Fondazione Operti insieme per il reinserimento socio-lavorativo delle donne vittime di violenza

    Un accordo tra Regione Piemonte e Fondazione Don Mario Operti Onlus per l’inserimento e/o il reinserimento socio-lavorativo a favore delle vittime di violenza. Il provvedimento, che ho presentato questa mattina insieme al Segretario Generale della fondazione Massimo Vai e che è stato approvato dalla Giunta regionale il 7 novembre, ha l’obiettivo di assicurare alle donne reali opportunità in ambito lavorativo, contrastando così l’isolamento e l’esclusione sociale.

    img_2093Sono destinatarie di questo progetto quelle donne, vittime di violenza, che sono state inserite in percorsi di affrancamento dalla violenza e sulle quali è in atto un progetto individualizzato. Queste potranno essere segnalate dagli Enti gestori delle funzioni socio assistenziali del territorio regionale, anche in accordo con la rete dei Centri Antiviolenza, alla Fondazione Don Mario Operti Onlus.

    La Fondazione Don Mario Operti di Torino non ha finalità di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale secondo le indicazioni della Dottrina Sociale della Chiesa cattolica ed è impegnata a fornire l’accompagnamento e gli strumenti per avviare le persone seguite dai progetti a una piena autonomia economica e relazionale.

    Le progettualità attivate grazie all’accordo tra Regione e Fondazione Operti potranno comprendere:

    – esperienze formative finalizzate al rafforzamento delle competenze e dell’occupabilità, anche attraverso borse lavoro o tirocini professionalizzanti, anche supportate da interventi di cura e sostegno a favore di eventuali figli minori, ad integrazione di quanto previsto da altre misure regionali in materia;

    – accompagnamento alla creazione di impresa e al lavoro autonomo anche attraverso misure di microcredito all’impresa e/o microcredito sociale ( es. “Prestito della Speranza”);

    – sostegno alla ricerca di una sistemazione abitativa adeguata, a seguito della conclusione di un eventuale percorso in casa rifugio o altra collocazione protetta per consentire alla donna di riprogettare la propria autonomia di vita;

    – interventi di accompagnamento in favore delle donne volti a realizzare azioni specifiche anche in integrazione di quanto proposto dai Centri Antiviolenza del territorio.

    ALCUNI DATI RELATIVI AL 2015 SUI CENTRI ANTIVIOLENZA E SULLE CASE RIFUGIO

    Io ho voluto mettere in evidenza come accordi del genere siano coerenti con gli obiettivi che l’ente si è posto approvando la legge 4 del 24 del febbraio 2016 contro la violenza sulle donne perché sostiene interventi volti a prevenire e contrastare la violenza sia diretta, sia indiretta e promuove, inoltre, iniziative specifiche per incrementare la partecipazione femminile delle vittime di violenza sul mercato del lavoro. Un obiettivo che può essere raggiunto anche grazie all’integrazione tra enti pubblici e organizzazioni del privato sociale.

    La Fondazione Don Mario Operti ha evidenziato che, da sempre, opera a favore di donne che vivono situazioni di particolare difficoltà, anche dovute a episodi di violenza e maltrattamento. Poter contare su una rete di centri specializzati su questi temi e con enti che hanno le competenze per un affiancamento personale per le beneficiarie è una grande opportunità per agire con più efficacia e con risultarti più duraturi. Questo accordo amplia quindi la rete delle partnership e la possibilità di agire in funzione di concreti percorsi di autonomia, vero obiettivo di tutte le iniziative della Fondazione. Inoltre, in molti casi, i maltrattamenti e gli abusi sulle donne coinvolgono anche i figli, spesso minori, e questo particolare aspetto necessita cure e attenzioni che la prospettiva di questo accordo può garantire in merito alla filiera degli interventi a tutela dei minori.

    A QUESTO LINK TROVATE L’AGENDA DEI MIEI IMPEGNI IN VISTA DEL 25 NOVEMBRE

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