• Quirinale: speriamo che sia donna

    Almeno questa volta speriamo che sia donna. O meglio: almeno da questa volta speriamo che sia donna. Inizieranno giovedì le votazioni per eleggere il nuovo Capo dello Stato e io mi auguro che finalmente sia percorsa con serietà la strada che porterà all’elezione della prima Presidente donna del nostro Paese.

    In Italia lo sappiamo, i ruoli di spessore, quelli che dagli uomini vengono considerati importanti, sono off-limits per il genere femminile. Da noi la più alta carica ricoperta da una donna è stata quella di Presidente della Camera; anche Palazzo Madama non è mai stato presieduto da una signora.

    Ci avete fatto caso? I nomi femminili inseriti nel Toto-Presidente sono ridotti all’osso. Quasi a fare testimonianza. Delle donne ci si ricorda solo nel momento in cui è necessario per fare finta di tener conto dell’equilibrio di genere. Per la serie: “Ah sì, sarebbe il momento di eleggere una Presidente donna”. Ma poi nelle stanze dei bottoni ci si consulta solo tra uomini.

    Eleggere una donna sarebbe un primo messaggio importante per il Paese, un segnale, anche simbolico, di cambiamento. Un passo avanti nella strada che dovrà portare alla Parità effettiva tra i generi. Speriamo che sia donna.

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