• Presentato il Nastro Rosa di SEL a difesa dell’Autodeterminazione Femminile

    I due Roberto, Cota e Formigoni, stanno cercando in tutti i modi di mettere in discussione il concetto di “Autodeterminazione Femminile”. Sinistra Ecologia Libertà ha deciso di creare un fronte comune contro le politiche miopi delle due giunte regionali, unendo le esperienze legislative di Piemonte e Lombardia, con le due consigliere Monica Cerutti e Chiara Cremonesi.

    Qui in Piemonte stiamo pagando il duro patto che la Lega Nord ha stretto con le associazioni pro-vita durante la campagna elettorale, per introdurle all’interno dei consultori. Si pensa, di istituire anche nella nostra regione, come in Lombardia, il fondo Nasko, per elargire un contributo economico alle donne che decidono di non interrompere la gravidanza, come se la scelta fosse esclusivamente una mera questione di soldi. Noi crediamo che la strada lombarda non sia da seguire. I numeri ci danno ragione: al 30 giugno 2011 solo 1.100 donne avevano deciso di aderire al fondo Nasko in Lombardia. In Piemonte il “Bonus Bebè” della Giunta Cota ha avuto pochissimo appeal: solamente 15,600 famiglie hanno usufruito dei 250 euro messi a disposizione attraverso 25 ticket da usare in esercizi consorziati per un totale di 3.900.000 euro spesi dall’amministrazione pubblica.

    Crediamo che i soldi vadano investiti diversamente, magari studiando delle politiche di reale sostegno alle famiglie. A riguardo siamo soddisfatti del fatto che il nostro emendamento al piano socio sanitario regionale volto al potenziamento dei consultori sia stato accolto nella proposta licenziata dalla commissione, tenendo conto che nella versione iniziale non si faceva alcun accenno ad essi.

    Come speriamo che possa essere presa in considerazione la proposta di legge che nel 2010 il Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia Libertà con Vendola aveva presentato al fine di garantire la vigilanza dell’applicazione della Legge 194/1978. Una legge che sarebbe fondamentale perché il numero dei medici obiettori aumenta di anno in anno: in Piemonte al 2008 erano il 65.1% del totale. Siamo in attesa di ricevere i dati aggiornati al 2011.

    Il nostro auspicio è che le IGV continuino a diminuire come accade a livello nazionale, anche investendo sulla prevenzione, e crediamo che per raggiungere questo obiettivo si debbano studiare anche politiche rivolte alle donne migranti che risultano essere, secondo i dati del Ministero della Salute, il 40% circa di quelle che decidono di ricorrere all’aborto nella nostra Regione.

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