• Per caso Fioroni ha paura che Vendola possa raccogliere consensi anche all’interno del suo partito sui diritti pieni?

    Le Primarie non devono essere un palcoscenico dove recitare la parte che ci si è ritagliati, ma un momento di confronto sulle idee che potranno rendere l’Italia un Paese migliore. Fioroni non ha capito che i diritti pieni, sociali e civili, non si misurano in percentuali e non deve esistere una gerarchia fra loro nell’agenda politica del prossimo Governo.
    Vendola ha avuto coraggio nel rivendicare i propri diritti che ad oggi sono negati, ma è anche vero che questa assenza di diritti riguarda milioni di italiani che meritano risposte da parte della politica.
    Le istituzioni sono laiche e i partiti devono avere il coraggio di aprire un confronto volto ad includere e non ad escludere a priori. Le differenze devono essere viste come un arricchimento e non come un ostacolo. Oggi in Italia siamo tornati a parlare di diritti civili e l’attenzione che le persone stanno ponendo su questo tema dovrebbe far comprendere quanto sia diventata intollerabile per la maggioranza degli Italiani la nostra arretratezza in questo campo. Per caso Fioroni ha paura che Vendola su questi temi possa raccogliere consensi anche all’interno del suo partito?
    Fioroni non abbia paura di un confronto vero sul tema dei diritti civili e dimostri di non avere il timore di ritrovarsi schiacciato all’interno di una stretta minoranza. Le Primarie servono anche per far uscire il dibattito dal mero confronto fra politici.
    Dal risultato delle primarie deriverà una sintesi con gli obiettivi da raggiungere per il prossimo Governo. In Francia l’opposizione ad Hollande ha proposto un referendum sulle adozioni alle coppie omosessuali; iniziamo ad avviare anche nel nostro Paese un confronto allargato utilizzando le primarie.

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