• Parità di genere nei Consigli e nelle Giunte degli Enti Locali Piemontesi

    Da inizio mandato a oggi abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte di cittadine e cittadini della Regione Piemonte che denunciano la non applicazione del principio di parità di genere nei Consigli e nelle Giunte dei loro Comuni. A Marzo 2015 abbiamo scritto al Presidente dell’Anci nell’ottica dell’avvio di un monitoraggio dell’applicazione del principio della parità di genere nei Consigli e nelle Giunte degli Enti Locali Piemontesi.

    A Giugno di quest’anno abbiamo scritto ai Comuni del Piemonte, rivolgendoci anche a quelli di popolazione inferiore ai 3000 abitanti per i quali si applicano le disposizioni di cui la Legge 23 novembre 2012,n. 215 che prevedono interventi volti a garantire la parità di genere negli organi collegiali; con particolare attenzione alle Commissioni Pari Opportunità e ai Piani di Azioni Positive adeguando i rispettivi Statuti e Regolamenti.

    Oggi sono stata sollecitata a esporre le iniziative messe in campo dalla Regione per garantire la parità di genere nei Consigli e nelle Giunte degli Enti Locali Piemontesi. La richiesta è arrivata dalla consigliera Accossato che è partita dal caso della Giunta comunale di Orbassano che però è stata nominata nel 2013 e prima dell’entrata in vigore delle norme contenute nell’articolo 46, comma 2, della Legge Del Rio.

    Recentemente il Consiglio di Stato con una sentenza dell’Ottobre 2015 (Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 24 settembre – 5 ottobre 2015, n. 4626) ha ribadito nel ricorso presentato in relazione alla Giunta del Comune di Cosenza, nominata nel 2014 in piena disapplicazione della legge Del Rio, di non ritenere fondato l’appello presento dagli assessori Bozzo e Luciani ed ha accolto, invece, la tesi da sempre sostenuta dalla Consigliera di Parità e dalle donne di WWW della cogenza dell’obbligo del 40 percento, stigmatizzando il comportamento del Sindaco, che nelle more del giudizio di secondo grado aveva ulteriormente rivisto la composizione dell’esecutivo rimanendo però al di sotto dei limiti di legge con tre donne assessore anziché quattro.

    La sola via della giustizia amministrativa non può evidentemente bastare a diffondere i valori della corretta rappresentanza dei sessi, all’interno dei Comuni Piemontesi. Il nostro obiettivo è che tutti i Comuni del Piemonte applichino le suddette norme non trattandosi di scelte discrezionali bensì di applicazione delle leggi dello Stato.

    L’impegno che come Regione potremmo assumere in occasione delle amministrative previste nel 2016, di intesa con l’Anci, è quella di comunicare nuovamente alle amministrazioni in scadenza (35 comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti e 109 comuni con popolazione inferiore) l’obbligo di rispettare le norme previste in occasione della formazione delle giunte.

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