• Nozze Gay, inaccettabile cancellare il diritto di queste coppie ad esistere

    Bologna, istituzioni contro. Da una parte il sindaco della cittadina, Virginio Merola, che nei giorni scorsi ha annunciato che proprio da oggi il suo Comune avrebbe dato avvio alle registrazioni dei matrimoni gay contratti all’estero; dall’altra il Prefetto Ennio Mario Sodano che con una lettera ha intimato al primo di annullare la direttiva con la quale si dava il via libera alla stessa registrazione.

    Quello al quale abbiamo assistito è stato proprio un brutto spettacolo reso possibile dall’arretratezza legislativa dentro la quale galleggia il nostro Paese. Come ha dichiarato il senatore del Pd Sergio Lo Giudice, uno di coloro che oggi ha goduto della disposizione del Comune bolognese, gli atti firmati non hanno alcun effetto giuridico perché “non c’è un riconoscimento degli effetti civili. Ha l’effetto di evidenziazione pubblica di un atto” ed è un ulteriore tassello verso il riconoscimento pieno dei diritti.

    Cosa significa? Significa che gli atti di registrazione presso i Comuni sono un riconoscimento del fatto che questi matrimoni siano realmente accaduti. A spiegarlo bene è un’altra storia, quella di Andrea Bartolini e Mauro Pagnini che si sono sposati a New York lo scorso agosto. Loro abitano in provincia di Firenze e nei prossimi giorni si recheranno in Comune, a Capraia e Limite, per chiedere l’effettivo riconoscimento della loro pratica. I due hanno dichiarato: “Secondo la legge americana le nozze sono valide universalmente e i Paesi devono recepirle. In Europa esiste una direttiva ai vari Stati che invita il riconoscimento di tutti i matrimoni legalmente contratti all’estero. In Italia sono però i singoli municipi ad adottare le indicazioni europee. Lo hanno fatto, per esempio, Cascina, Napoli e Reggio Emilia”.

    Ecco il punto: queste coppie chiedono semplicemente di poter esistere. Non è accettabile che debbano essere le istituzioni locali a proprio piacimento a decidere se registrare oppure no i loro matrimoni. È giunto il momento di riconoscere i loro diritti e a farlo deve essere il Parlamento con una legge che cancelli questo ridicolo far west.

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