• La Regione può sostenere aziende come L’Oréal promuovendo esperienze di innovazione sociale

    Oggi ho partecipato al dibattito dal tema “La Blu Economy e il valore della disabilità: esperienze a confronto“, organizzato in occasione della Giornata Mondiale del Lavoro Dignitoso da Daniela Ruffino, presidente della Consulta Europea del Consiglio regionale del Piemonte. È stato presentato il modello L’Oréal. Ho visitato lo stabilimento L’Oréal e ho visto con i miei occhi quali sono le possibilità di inserimento delle persone con disabilità in un progetto di autonomia. Le istituzioni devono cercare di capire quali strumenti utilizzare per far conoscere sempre più progetti di questo tipo e come fare a dar vita a una competizione positiva con altre aziende del territorio che possano investire in una crescita morale ed economica.

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    L’azienda ha avviato in Italia un percorso di inclusione lavorativa di disabili autistici in ambiente non protetto. Attualmente gli stage avviati sono 11, di cui 9 in stabilimento e 2 nella sede dell’azienda a Milano.
    I lavoratori con disabilità, che lavorano in linea produttiva insieme agli altri dipendenti L’Orèal, hanno potuto accedere al progetto dopo un percorso attento da parte dell’azienda: analisi dei processi lavorativi; ricerca e valutazione dei candidati; formazione dei candidati; inserimento graduale; monitoraggio del percordo lavorativo.

    Da questo contesto dobbiamo provare a guardare lontano e immaginare quali innovazioni per il sociale potremmo pensare. La Regione e le amministrazioni locali devono riflettere su quali servizi mettere in campo per aiutare queste progettualità. Nel caso de L’Oréal, per esempio, ci hanno segnalato il tema dei trasporti sempre in una logica di autonomia e quello della casa.

    I lavoratori sono impegnati in attività individuate da operatori clinici che abbiamo le caratteristiche di semplicità, ripetitività, che abbiano un inizio e una fine individuabili. I responsabili del progetto hanno messo in evidenza come un progetto del genere possa arricchire dal punto di vista umano l’azienda e il suo personale. La persona inserita diventa un valore aggiunto che influisce anche sulla produttività. È necessario attuare una sorta di effetto moltiplicatore: altre realtà devono mettersi in gioco rispetto a quella che può essere un’innovazione sociale come questo progetto.

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