• La nostra lettera è stata ignorata dal parroco di Rivarolo. Speriamo non sia l’avallo delle teorie omofobe pubblicate

    Secondo don Raffaele Roffino, il parroco di Rivarolo, l’articolo sull’omosessualità della professoressa Cristina Zaccanti pubblicato sul bollettino parrocchiale sarebbe dovuto servire a “stimolare la discussione e il confronto. Dalla diocesi avevano fatto sapere che se fossero arrivati altri articoli sul tema, anche in risposta a quello della Zaccanti, lo avrebbero pubblicato.

    Il Centro di Coordinamento regionale contro le Discriminazioni si è attivato e ha preparato una lettera di risposta che abbiamo inviato a don Roffino a metà novembre circa. Ci tocca dover constatare che sul bollettino parrocchiale di Rivarolo del natale 2014 non è stata pubblicata la nostra lettera. In buona fede ci eravamo illusi che ci fosse veramente uno spiraglio per la discussione e il dialogo, tutto questo in nome del bene di tutti coloro che chiedono di vedere riconosciuti i loro diritti.

    Sul bollettino parrocchiale di Rivarolo distribuito in occasione delle festività natalizie non è stata pubblicata la lettera spedita dal Centro di Coordinamento regionale contro le Discriminazioni, ma non è neppure stato pubblicato alcun articolo che si contrapponesse alle teorie della professoressa Zaccanti. Noi non ci siamo dimenticati quel che abbiamo letto. In quell’articolo si parlava di “imposizione dell’ideologia gender”; della “pedofilia come una delle tante vie per soddisfare il piacere” che potrebbe perfino “diventare un metodo pedagogico ammesso anche dall’ONU”; si insinua che nelle scuole italiane vengano somministrati ormoni ai bambini affinché, venendone ritardata la crescita, abbiano più tempo per decidere sul loro orientamento sessuale. Il diritto di opinione è sacrosanto, ma non pubblicare una voce differente può essere interpretato come un’adesione a quelle teorie. Noi al contrario intensificheremo il nostro sforzo per difendere i diritti di tutte e di tutti.

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