• La Giunta regionale approva i disegni di legge contro ogni forma di discriminazione e contro la violenza di genere

    Un passo avanti sulla strada dei diritti di tutte e di tutti: approvati durante la seduta della Giunta regionale del Piemonte i disegni di legge regionale contro ogni forma di discriminazione e per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere e il sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli.

    La prima proposta di leggeNorme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale” ha come obiettivo principale quello di fornire la nostra regione di una base giuridica più salda e aggiornata contro ogni forma di discriminazione sia essa per sesso, colore della pelle, origine etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione, convinzioni personali, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, appartenenza ad una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, disabilità, età, orientamento sessuale, identità di genere e ogni altra condizione personale o sociale. Occorre precisare che non è facoltà della Regione legiferare su Unioni Civili; l’amministrazione regionale potrà però modificare quei regolamenti e quelle disposizioni presenti nella normativa regionale, relativi a prestazioni sanitarie, politiche sociali, diritto alla casa, formazione professionale e istruzione, lavoro e imprenditorialità, cultura, trasporti e mobilita, in contrasto con i principi sanciti dalla nuova legge e quindi andando a tutelare le famiglie anagrafiche e i/le cittadini/e stranieri/e.
    Il ddlr intende innanzitutto colmare una lacuna normativa. Come è noto i principi di non discriminazione e di parità di trattamento sono largamente presenti sia nella carta costituzionale che nei Trattati dell’Unione europea, allo stesso modo deve essere fatto a livello regionale. Le Regioni, nei limiti delle loro competenze, possiedono tutta la legittimità ad operare affinché dall’enunciazione degli stessi si proceda ad una loro corretta applicazione e implementazione.
    Un altro obiettivo è quello di definire gli strumenti operativi utili per l’intervento regionale, fornendo le risorse necessarie. In particolare il Piano regionale contro le discriminazioni, che raccoglie ogni tre anni gli obiettivi da raggiungere, indica gli strumenti necessari per raggiungerli, quelli utili per la valutazione ed il percorso di partecipazione per la stesura, l’implementazione e la valutazione dello stesso a partire dagli organismi regionali fino alle autonomie locali e all’associazionismo.

    La seconda proposta di legge “Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e per il sostegno alle donne vittime di violenza ed ai loro figli” ha come obiettivo principale quello di assumere i caratteri di legge quadro in materia di prevenzione e contrasto della violenza di genere e per il sostegno alle donne vittime di violenza ed ai loro figli, con l’intento di mettere a sistema, valorizzare e potenziare quanto già esiste a livello di reti locali e di risorse territoriali, attraverso azioni coordinate in un piano, che veda coinvolti tutti gli attori (istituzionali e non) a diverso titolo impegnati sulla tematica.
    Sul piano normativo nazionale la L. 119/2013 individua tra i principali obiettivi, quello di “..potenziare le forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli, attraverso modalità omogenee di rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza”.
    Il disegno di legge in oggetto si propone di mettere a sistema e valorizzare l’esperienza rilevante finora maturata in Piemonte, adeguando, consolidando e ampliando le previsioni normative contenute sia nella LR 11/2008 istitutiva del “Fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti” che nella LR 16/2009 istitutiva dei centri antiviolenza con case rifugio. L’istituzione su alcuni territori, ed il consolidamento delle esperienze di Centri Antiviolenza nella Regione Piemonte ha preso avvio con l’entrata in vigore della L.16/2009, sulla base della quale risultano attivi n. 17 Centri Antiviolenza, diffusi su tutto il territorio regionale. Le Case Rifugio risultano essere 9.
    Obiettivo del disegno di legge è sistematizzare il quadro delle disposizioni regionali, in modo unitario ed integrato, ampliandolo inoltre all’ambito degli interventi per l’inserimento/reinserimento socio-lavorativo delle donne vittime di violenza, alla sperimentazione di interventi per gli autori della violenza, alla formazione degli operatori dei servizi, ad azioni di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno nell’ambito del lavoro, del sistema scolastico, educativo e del tempo libero, con una costante e specifica attenzione anche alla presenza di eventuali minori vittime di violenza assistita.
    Risulta indispensabile il coinvolgimento delle Organizzazioni di donne impegnate da anni con la propria competenza, esperienza, capacità di ascolto e relazione per gestire servizi che unifichino e rilancino in rete, l’azione di prevenzione e contrasto della violenza.
    Tra gli aspetti salenti del ddlr è l’introduzione della sperimentazione di interventi, su tutto il territorio regionale, per gli autori della violenza, soprattutto di violenza domestica, stabilendo altresì il coinvolgimento di organismi istituzionali, delle reti territoriali dei Centri antiviolenza e di altri soggetti del privato sociale per la realizzazione di appositi interventi di recupero e accompagnamento, comprese le carceri.
    Il ddlr prefigura l’Istituzione di un Centro esperto sanitario, con funzioni anche di supporto agli specialisti delle altre ASR, di coordinamento della rete regionale sanitaria, con azione sussidiaria per le aziende sanitarie regionali nell’assistenza ai pazienti e di formazione specifica agli operatori sanitari del territorio regionale, che può contribuire nella diffusione, a livello territoriale regionale, di una formazione omogenea degli operatori sanitari su tale materia. E viene istituzionalizzato il cosiddetto “Codice rosa”.
    Nella fase attuale, pertanto, la Regione Piemonte si dimostra in grado di offrire una gamma di risposte e di interventi variegati, rispondenti alle necessità delle donne vittime di violenza e ai loro figli.

    I testi delle proposte di legge che sono stati approvati arrivano dopo un percorso partecipativo che abbiamo fortemente voluto intraprendere in questi mesi e che ha visto due consultazioni online, che sono state attive dall’8 aprile all’8maggio, aperte a tutti e diversi incontri con le associazioni e le realtà interessate ai temi trattati nelle due leggi. Cinquantacinque sono state le persone che hanno partecipato alle due consultazioni online, fornendoci, suggerimenti, commenti e integrazioni sui due disegni di legge, mentre più di un centinaio sono le persone che rappresentano associazioni ed enti attivi nel settore (potenzialmente si tratta di un centinaio di soggetti plurali e non singoli) hanno partecipato ai vari incontri che si sono svolti nel mese di aprile presso la sede dell’Assessorato alle Pari Opportunità. Molte e difficilmente riassumibili sono state le integrazioni e le innovazioni recepite dopo le consultazioni rispetto ai due testi inizialmente proposti.

    Sinteticamente qui di seguito le principali modifiche che sono state apportate ai ddlr:

    Modifiche al disegno di legge regionale contro le discriminazioni: potenziamento degli articoli relativi a principi e definizioni; inserimento del settore “trasporti e mobilità” quale area prioritaria di intervento; potenziamento dei meccanismi di monitoraggio e valutazione delle politiche regionali al fine di rimuovere ogni forma di discriminazione; maggiore coinvolgimento dei soggetti pubblici e privati che operano nel campo della lotta alle discriminazioni in tutte le attività regionali di prevenzione e contrasto; ridefinizione degli interventi nel settore del diritto alla casa; estensione delle competenze dell’ufficio del Difensore civico regionale alle discriminazioni istituzionali che si verificano nel territorio della Regione; creazione di un Fondo di solidarietà per sostenere le spese per l’assistenza legale delle vittime di discriminazione.

    Modifiche al disegno di legge regionale contro la violenza di genere: la Regione opera per garantire alle vittime della violenza di genere e ai loro figli, minori o diversamente abili, accoglienza, tutela e sostegno per consentire loro, nel rispetto della riservatezza e dell’anonimato, di recuperare la propria autonomia e indipendenza personale, sociale ed economica, indipendentemente dalla loro residenza e tenuto conto delle specificità delle donne straniere, ivi comprese le eventuali problematiche connesse al titolo di soggiorno; introduzione di una maggiore attenzione alle problematiche delle donne straniere e alla prevenzione e contrasto delle mutilazioni genitali femminili; promuove la sensibilità verso la donna e la bambina che fuggono dai propri paesi per sfuggire alle mutilazioni genitali femminili e richiedono protezione umanitaria/asilo.

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