• Insultare un bimbo di dieci anni durante una partita di calcio: siamo bestie o esseri umani?

    E pensare che il primo presidio educativo dovrebbero essere proprie le famiglie e che lo sport dovrebbe essere uno strumento di integrazione. Banalità che evidentemente così banali poi non sono visto quel che è successo ai bordi di un campo da calcio del novarese sul quale erano impegnati a giocare bambini di soli dieci anni.

    Prima i fatti: secondo la testimonianza che viene riportata sui quotidiani la tensione sarebbe nata da un battibecco tra genitori. Tra gli insulti volati alcuni sarebbero stati rivolti a un ragazzino di colore impegnato a correre dietro al pallone. Da qui nascono gli strascichi che avrebbero portato alla rissa scoppiata al termine della partita. Non un semplice battibecco, ma un vero e proprio putiferio che ha costretto all’intervento anche del personale sanitario e al Pronto Soccorso per una donna.

    Ma stiamo diventando matti? Mi domando in quale preciso istante la nostra società abbia cominciato a perdere il contatto con la lucidità e la civiltà. Il vero problema è che fatti del genere oggi finiscono sui giornali perché i genitori in questione hanno figli che giocano con la maglia delle due principali società piemontesi, ma la realtà è che non rappresentano l’eccezione. Chi frequenta i campi da calcio è consapevole di quel che viene urlato ai bimbi o anche agli adulti mentre stanno giocando e gli insulti razziali sono quasi la norma.

    Adesso basta! Come Regione Piemonte abbiamo voluto inserire dentro il disegno di legge contro tutte le discriminazioni, che deve essere discusso in Consiglio regionale, anche l’ambito sportivo perché, riprendendo la banalità (che tanto banalità non è) inziale, è anche grazie allo sport che si può arrivare all’integrazione. Abbiamo però bisogno di una rivoluzione culturale. Isolateli. Voi che siete la parte sana del Paese, quella che non insulta un bimbo di dieci anni solo perché di colore, isolate i beceri razzisti che lo fanno. Non usate la violenza, usate l’indignazione che ogni giorno gli xenofobi alimentano dentro la nostra coscienza.

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