• Il vento è cambiato, bisogna issare le vele nella giusta direzione

    I Comuni e le Regioni hanno finalmente iniziato ad alzare la voce contro il decreto legge sicurezza. E in generale molte persone hanno cominciato ad accorgersi del bluff del governo gialloverde, anche se i sondaggi stimano ancora che una significativa maggioranza è a suo sostegno.
    Sappiamo che  la percezione in questi casi conta molto, ma forse dovremmo raccontare sempre più spesso che in realtà un cambiamento è in atto. Che un nuovo vento sta iniziando a soffiare e può portare a nuovi equilibri. Dovremmo insomma smettere di sentirci minoranza, provando invece a spiegare il nuovo ‘sentimento’ che sembra in procinto di emergere.

    Esiste una proposta alternativa a quella gialloverde, invece fatta di tante contraddizioni e  comportamenti prima violentemente contrastati (basti pensare al salvataggio della banca Carige e al continuo ricorso allo strumento della fiducia in parlamento). Non dobbiamo aspettare che il governo attuale arrivi a collassare producendo danni irreversibili, come talvolta sembrerebbe fare l’opposizione che dà l’idea di attendere che passi la nottata, per poi essere chiamata a riparare i guasti. Questo atteggiamento, a mio parere, viene sentito come intollerabile anche da chi non condivide le scelte del governo gialloverde.
    Presentare un’alternativa significa esserci con persone e proposte credibili, in grado di convincere e coinvolgere anche chi nel frattempo ha votato per questo governo, che non si conquista automaticamente dalla delusione. Significa mettere insieme tanti tasselli in un’idea di società futura, di sviluppo sostenibile che necessariamente tenga insieme diritti e doveri in una comunità aperta e rispettosa delle differenze. Quindi ambiente e accoglienza come perno dell’obiettivo principale che è la lotta alle disuguaglianze, a partire dalla disparità di genere. E, in particolare, una priorità non subordinata ad altre deve essere il contrasto alla violenza di genere.
    Su questi temi si può cominciare a presentare una proposta alternativa coinvolgendo tante persone dando spazio a un protagonismo femminile che la politica stenta ancora a promuovere.
    Noi abbiamo iniziato il 17 dicembre alla Fabbrica delle e con Futura. E vogliamo andare avanti.

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