• Il Re di Norvegia a favore dei diritti: un soffio di speranza, laicità e progressismo

    «I norvegesi sono ragazze che amano ragazze, ragazzi che amano ragazzi e ragazzi e ragazze che si amano l’un l’altro. I norvegesi credono in Dio, in Allah, in tutto e in nulla. La mia più grande speranza è che saremo in grado di prenderci cura l’uno dell’altro. Che potremo ancora fondare il nostro Paese su fiducia, solidarietà e generosità». Parola di Harald V, settantanovenne sovrano di Norvegia.

    Difesa dei diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transsessuali; difesa del concetto di laicità dello Stato, ma anche rispetto per chi crede e appartiene a qualche religione; difesa del principio di accoglienza e inclusione, affermazione del principio di solidarietà e fiducia tra istituzioni e cittadini. In poco più di un tweet il monarca norvegese ha scritto quello che potrebbe essere definito il manifesto dei diritti universali.

    Un discorso coraggioso perché arriva in un momento storico durante il quale una certa politica sfrutta populismo e razzismo per creare divisione tra i cittadini e intercettare consensi. Non è dunque un caso se queste parole sono state pronunciate davanti a una platea formata quasi esclusivamente da soli giovani.

    Il sovrano norvegese ha parlato ai norvegesi, ma il web ha trasportato il suo messaggio fino a farlo giungere alle orecchie di tanti altri giovani europei, proprio coloro che devono fare i conti con la precarietà economica, sociale e sentimentale, ma che dovranno risollevare le sorti delle nostre democrazie.

    Un soffio di speranza, laicità e progressimo.

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