• Il PdL sull’orlo di una crisi di nervi sul matrimonio omosessuale

    Il PdL sulle tematiche omosessuali è al delirio vero e proprio. Probabilmente gli esponenti del partito di Berlusconi stanno perdendo la lucidità e non si rendono conto di quel che dicono. Se non sono in grado di affrontare le questioni con raziocinio evitino di creare terrorismo psciologico e di cercare di influenzare il Presidente della Repubblica che non ha assolutamente necessità del loro aiuto.
    Partiamo dalla lettera che Giovanardi e Gasparri hanno voluto inviare al Presidente Napolitano. I due affermano che “le sentenze non possono essere utilizzate per orientare l’opinione pubblica”. Siamo di nuovo davanti alla solita litania: i giudici secondo loro vorrebbero influenzare l’opinione pubblica. Nello specifico si riferiscono al magistrato Salvatore Di Palma ed alla sentenza della Cassazione in materia di non riconoscimento nel nostro paese di matrimonio fra omosessuali. Nelle motivazioni Di Palma avrebbe evidenziato il buco legislativo in materia.
    Noi invece applaudiamo l’operato del magistrato e lo facciamo consapevoli della sua assoluta non volontà di interferire con la vita politica del Paese. Di Palma ha adempiuto correttamente al suo ruolo di magistrato senza spostarsi di un centimetro da esso. La politica e poi l’opinione pubblica hanno giustamente interpretato il loro ruolo mettendo in evidenza un’anomalia talmente grande da non poter essere confutata. Da qui nasce la difficoltà del PdL. Piuttosto ribadiamo con forza, e come noi dovrebbero farlo tutte le forze politiche, l’autonomia della magistratura e condanniamo qualsiasi tentativo da parte di Giovanardi e Gasparri di interferire con il lavoro di questa.
    Ma non finisce qui. Oggi gli esponenti del PdL evidentemente erano in grande spolvero perché il fratello dell’ex ministro La Russa, che attualmente è assessore in Lombardia, ha dichiarato a Radio24 che l’omosessualità sarebbe una malattia dalla quale si può guarire. Siamo alla follia dialettica.
    Non si dovrebbe ribadire, ma lo facciamo, facendo finta di prenderlo sul serio: l’omosessualità non è una malattia, ma una tendenza sessuale legittima che viene riconosciuta anche dall’Unione Europea che ha sottolineato come anche le coppie formate da persone dello stesso sesso abbiano diritto ad una vita familiare.
    Mi domando se un esponente di un’istituzione, seppur flagellata da miriadi di casi giudiziari, possa ancora mantenere il suo ruolo dopo esternazioni del genere. Mi augurerei anche che i mezzi di informazione e intrattenimento smettessero di fare da megafono a dichiarazioni fortemente discriminatorie.

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