• I Centri Antiviolenza e le buone pratiche: riflessione comune sui temi dell’inserimento lavorativo e delle politiche abitative

    IMG_8303Il seminario di giovedì scorso, 29 marzo, ci ha permesso di approfondire i progetti di inserimento lavorativo e autonomia abitativa dei Centri Antiviolenza della nostra rete regionale.
    Sono intervenuti 12 Centri illustrando le caratteristiche delle loro azioni, mettendo in evidenza degli aspetti progettuali, di cui raramente si parla, pur essendo fondamentali nel portare a termine un percorso di uscita da una situazione di violenza.

    In questi progetti, l’inserimento lavorativo è preceduto da azioni di orientamento e pre-orientamento, tenendo sempre presente che la donna offesa è momentaneamente in una condizione di fragilità. Inoltre, è significativo che le politiche attive del lavoro si trovino solo in questo caso di fronte ad uno svantaggio collegato all’aver subito un reato. Ciò richiede anche una formazione particolare degli operatori che si occupano di accompagnamento all’impiego. Rispetto all’autonomia abitativa, potremo sperimentare l’utilità dei posti per la seconda accoglienza, attivati con i nuovi bandi, che permetteranno di avviare progetti di semi-autonomia.
    Un’altra questione emersa è l’esigenza di prevedere servizi di conciliazione, poiché la maggior parte delle donne che si rivolge ai Centri Antiviolenza ha figli. Uno strumento possibile può essere il voucher di conciliazione.
    Azioni particolari sono da mettere in campo per le donne di origine straniera, che possono incontrare difficoltà maggiori ad entrare nel mondo del lavoro.
    Infine, la Regione si impegnerà ad attivare collaborazioni, che auspichiamo portino a risultati concreti, con le associazioni datoriali al femminile, come Apid, Cna donna, il Comitato per l’Imprenditoria femminile. La sensibilizzazione delle loro socie può portare ad individuare dei potenziali posti di lavoro in cui inserire le donne maltrattate.

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