• Femminicidi, alcuni dati in vista della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

    Il 25 novembre celebreremo la “Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne“, una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Per comprendere un fenomeno tanto grave è necessario indagarne a fondo la natura. È per questo che mi sono tornati in mente i dati pubblicati nel secondo rapporto sul femminicidio in Italia redatto dall’Eures pubblicato a inizio anno.

    I dati sono relativi al 2013, anno in cui le donne uccise sono state 179. Una vittima ogni due giorni. L’anno precedente i femminicidi furono 157, il 14% in meno. In sette casi su dieci le donne furono ammazzate all’interno del contesto familiare o affettivo; un dato in linea con quello relativo al periodo 2000-2013 (70,5%). Il 2013 è stato l’anno con la più elevata percentuale di donne tra le vittime di omicidio mai registrata in Italia, pari al 35,7% dei morti ammazzati.

    In 81 casi di femminicidio a uccidere è stato il coniuge, il partner o l’ex partner; la maggior parte per mano del marito o convivente (55, pari al 45,1%). Oltre 330 donne sono state uccise, dal 2000 a oggi, per aver lasciato il proprio compagno. Quasi la metà nei primi 90 giorni dalla separazione. Nel 46% circa dei casi l’omicidio avviene nei primi tre mesi dalla rottura, ma il 3,2% dei femminicidi nelle coppie separate avviene dopo 5 anni dalla separazione. L’ossessione del possesso non abbandona le menti malate degli assassini tanto facilmente.

    Come spesso è stato detto il femmicidio può essere l’atto ultimo di un’escalation di violenze e/o vessazioni di carattere fisico ed è per questo che è fondamentale far comprendere alle donne che è importante denunciare le violenze subite senza alcuna paura.

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