• Fecondazione eterologa, necessaria una posizione comune di tutte le Regioni

    Durante la riunione della Giunta regionale del Piemonte questa mattina è stato affrontato anche il tema della fecondazione eterologa. Tutti siamo fermamente convinti del fatto che debba essere garantito un diritto che è stato sancito dalla Corte Costituzionale e che allo stesso tempo tutte le Regioni debbano trovare una posizione comune al fine di creare uniformità legislativa. Sono del parere che non ci sia tempo per aspettare una decisione del Parlamento, ma credo che il Governo stesso potrà fare propria la decisione che assumerà la Conferenza delle Regioni. 

    In merito alla fecondazione eterologa siamo convinti che alcuni punti siano da definire. Ad esempio per quanto riguarda i donatori bisogna stabilire il range di età: 20-35 anni per le donne e 20-42 anni per gli uomini potrebbe essere la scelta su cui si attestano tutte le Regioni. Allo stesso tempo l’età massima delle riceventi potrebbe essere di 50 anni. I donatori e le donatrici dovrebbero sottoporsi a esami finalizzati ad indagare lo stato di salute.

    Le principali garanzie che andrebbero date comprendono dunque la salute dei donatori, la conservazione dell’anonimato (se si deciderà in tal senso), il limite numerico stabilito di figli creati dallo stesso donatore (di fondamentale importanza la creazione di un registro nazionale dei donatori e dei figli generati). Infine si dovrebbe decidere sulla necessità o meno di procedere e come al pagamento di un ticket sanitario, dovendo valutare anche la sostenibilità economica di questa opportunità. A maggior ragione crediamo che questa debba essere una decisione da prendere uniformemente in tutto il Paese.

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