• Falso sequestro di Borgaro, il pregiudizio ha scavalcato il buonsenso

    C’erano pure i testimoni. Ad avvalorare la tesi di Alex Giarrizzo, l’operaio di 33 anni residente a Borgaro Torinese che si è inventato il sequestro di suo figlio da parte di un rom, c’erano pure alcuni testimoni. A confermarlo è il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, che ha dichiarato: “L’aspetto che più mi ha colpito in questa vicenda è come la persona che avrebbe tentato di rapire il bambino, un omone slavo con la pancia, non esista, ma nel racconto di testimoni sembra quasi che questo fantasma si sia materializzato”.

    È vero. Come oggi ha affermato in una nota l’Associazione italiana zingari oggi (Aizo), “Il pregiudizio nei confronti degli zingari è un focolaio sempre acceso, basta una piccola scintilla e si ravviva”. Adesso quel padre deve rispondere di quattro reati, oltre alla simulazione di reato e al procurato allarme, anche l’abbandono di minore e la calunnia, ma le cose sarebbero potute andare anche peggio.

    Due anni fa un’altra falsa accusa scatenò la rabbia di un gruppo di torinesi che diede fuoco al campo nomadi che all’eopoca era situato nell’area della Continassa. A Borgaro, forse, sarebbe potuto succedere lo stesso. Le associazioni di rom denunciano che sul web durante le ore delle indagini qualcuno aveva già dato fuoco alle accuse.

    Il pregiudizio deve essere combattuto, ma per farlo dobbiamo ascoltare le voci di tutti. Spesso la convivenza con le comunità rom non è facile. In queste settimane abbiamo partecipato ad alcuni incontri durante i quali le stesse associazioni hanno denunciato le problematiche degli stessi campi. Dobbiamo partire da qui, da un confronto tra associazioni, istituzioni e cittadini che aiuti a superare i preconcetti.

    La Regione Piemonte ha convocato per il 16 ottobre un tavolo regionale con istituzioni e associazioni, dobbiamo assumere nuovamente il ruolo di coordinamento, riferimento e legislativo che abbiamo avuto in passato. Prima però di mettere mano a qualsiasi provvedimento sarà necessario discutere e dialogare con le realtà del territorio (istituzioni e associazioni) al fine di fare il punto dello stato delle cose al momento.

    I fatti di Borgaro hanno messo il pregiudizio davanti al buonsenso, questo non deve accadere mai più.

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