• Facciamo chiarezza sull’affaire Cancellieri. Noi a Torino non abbiamo riscontrato favoritismi nei confronti dei Ligresti, ma solo il problema del sovraffollamento

    L’affaire Cancellieri rischia di gettare ombre pressanti sul sistema penitenziario piemontese ed è per questo che la ministra deve chiarire al più presto e senza appello in che modo il suo intervento può aver inciso sulla decisione di concedere i domiciliari a Giulia Maria Ligresti.
    In un momento tanto delicato per il sistema carcerario italiano non si può insinuare nella popolazione il dubbio che possano esistere detenuti di serie A e detenuti di serie B.
    Recentemente abbiamo voluto visitare la Casa Circondariale di Torino per constatare di persona le condizioni in cui versano tutti i detenuti. La nostra attenzione non si è concentrata su alcun ospite illustre, anche se eravamo consapevoli che se ci fossimo soffermati nella nostra nota a raccontare della discussione che abbiamo avuto con Jonella Ligresti probabilmente saremmo riusciti ad avere una risonanza mediatica importante.
    Possiamo affermare con convinzione che a Torino non vi è alcun favoritismo nel trattamento dei detenuti: dietro le sbarre le persone sono tutte uguali e il sovraffollamento rende le loro condizioni di permanenza nella struttura piuttosto pesanti. I detenuti erano infatti complessivamente 1.540, di cui 783 italiani e 757 stranieri. Le donne 133, due delle quali sono lì con tre bambini. In totale la Casa circondariale di Torino potrebbe ospitare 1.139 detenuti: al momento della nostra visita vi erano 401 detenuti in più, pari circa a un sovraffollamento del 33%.
    In particolare abbiamo affrontato queste problematiche in un braccio della sezione femminile, con le detenute e la stessa Jonella Ligresti. Abbiamo riscontrato come quelle celle fossero al completo, offrendo a tutte le detenute, compresa la Ligresti, uno spazio angusto per 22 ore al giorno, essendo solo due le ore d’aria.
    La ministra martedì in Senato chiarisca la sua posizione in merito alla questione Ligresti perché ne va della credibilità del sistema penitenziario piemontese, ma nel minuto successivo il Governo ci dica come intende muoversi per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri.

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