• Era ora: il Governo apre su unioni civili e adozioni gay

    “Macché registro, schediamoli e regaliamogli una banana” – in sintesi è questo il pensiero dell’eurodeputato leghista Gianluca Buonanno in merito ai matrimoni omosessuali. Un giudizio rilasciato ai microfoni di Radio24, ma che arriva da un politico che ricopre un ruolo di responsabilità europea.

    Un tempismo perfetto quello del sindaco di Borgosesia perché la sua provocatoria e poco elegante presa di posizione arriva a pochi giorni dall’aggressione subita a Belgrado da Denis Honig, un giovane attivista per i diritti degli omosessuali. Il ragazzo, che oggi è tornato in Germania, si trovava in Serbia per partecipare a una conferenza sui diritti degli omosessuali.
    L’aggressione ha giustamente fatto crescere le preoccupazioni e i timori di incidenti in occasione del Gay Pride in programma proprio a Belgrado il 28 settembre, senza contare che alcuni gruppi di estremisti omofobi hanno annunciato di voler impedire il regolare svolgimento della manifestazione.

    È chiaro dunque che sul fronte dei diritti tira una brutta aria e la cultura del “diverso” potrebbe pericolosamente attecchire in una società debole come la nostra. Ma non tutto è perduto, anzi, uno spiraglio oggi arriva proprio dal Governo e nello specifico dalla ministra per le Riforme,  Maria Elena Boschi, che in un’intervista a Famiglia Cristiana ha dichiarato: “Non è un problema di matrimonio ma di riconoscimento delle unioni civili anche tra persone dello stesso sesso”. Non solo perché sulle adozioni omosessuali ha aggiunto: “se esistono delle coppie di due padri o due madri gay che vivono già questa condizione, magari per precedenti matrimoni, è giusto per il bambino che venga riconosciuto il rapporto con queste persone”.

    Si tratta di un passo in avanti importantissimo e l’apprezzamento arriva anche da Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, che dice: “Benché non condividiamo il suo no al matrimonio, la sua apertura verso le unioni civili e l’adozione del figlio del partner gay è una significativa presa di posizione rispetto a quanti, anche nella compagine di Governo, sembrano voler rallentare il processo di una legge che sia di modello europeo”.

    A questo punto manca solo il disegno di legge che ora deve inevitabilmente arrivare perché sono troppi anni che sui diritti il nostro Paese ha deciso di non decidere.

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