• Domodossola, dove il sindaco sogna l’apartheid

    Siamo al ridicolo. Il sindaco di Domodossola, Lucio Pizzi, qualche giorno fa ha proposto stanze separate per vaccinare bimbi e rifugiati e forse sogna l’Apartheid. Noi gli abbiamo risposto. Troppi messaggi di disinformazione e certe assurdità oggi non possono essere ignorati. In un altro momento storico non avremmo forse dato peso alle sue parole deliranti, ma visto il clima che si respira nel Paese crediamo importante ricordare che anche un italiano potrebbe essere potenzialmente portatore di malattie contagiose, magari contratte dopo un bel viaggio all’estero.

    Ritenere minacciata la salute dei bambini dai migranti è semplicemente una  fesseria. Con le sue parole insensate il sindaco di Domodossola ha creato allarme e diffuso la paura infondata nei confronti degli stranieri. Ha parlato di rischi, ma non ci risulta che in tanti anni di sbarchi ci siano state epocali epidemie in Italia causate dai migranti. Pizzi si è tra l’altro mosso senza informarsi: come ben detto dal direttore della Asl, le stanze nelle quali vengono vaccinati i bimbi sono già separate da quelle degli adulti. A prescindere dalla razza.

    Di certo, l’affermazione del primo cittadino, che ha avuto eco sui media nazionali, è stata dannosissima. Ha contribuito ad alimentare un clima di paura. Il sindaco, a mio parere, era solo in cerca di visibilità alle spalle degli ultimi. Per questo stiamo valutando se aprire un procedimento per comportamento discriminatorio in base alla nostra legge regionale. Anche perché non è la prima volta che fa affermazioni di questo tipo. Domodossola ha tra l’altro negato persino il patrocinio gratuito alla nostra mostra Exodos, che parla di storie di inclusione e che, in compenso, ha ricevuto la medaglia del presidente della Repubblica.

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