• Divieto di aborto: vicino alle donne polacche perché l’autodeterminazione femminile è un diritto

    Divieto di aborto, sul tavolo del Governo polacco una proposta di legge che prevede fino a cinque anni di carcere per le donne che interrompono una gravidanza. Ieri migliaia di polacche di qualsiasi estrazione e provenienza sono scese in piazza per difendere il proprio diritto all’autodeterminazione femminile.

    In Polonia il Parlamento sta discutendo una legge che ridurrebbe ulteriormente i casi in cui abortire è lecito. Oggi le donne polacche possono abortire solo in tre casi: se la donna rischia di morire; in caso di gravi e irreversibili malformazioni del feto; se la gravidanza è frutto di una violenza sessuale.

    La nuova legge, fortemente voluta dalla premier Beata Szydlo, prevederebbe l’interruzione di gravidanza solamente quando la donna rischia di morire. Per il resto solo restrizioni: carcere per le donne e i medici che praticano l’aborto e nei casi di aborto spontaneo un giudice dovrà accertare se veramente è tale o se nasconde un’operazione clandestina.

    L’ondata di populismo che sta invadendo l’Europa non mette in discussione solo la libertà dei migranti, ma anche i diritti delle donne. In questo caso a tenere in mano i lacci che potrebbero legare i polsi alle donne sono l’autoritarismo e il conservatorismo, ma non si pensi che in Italia il problema non esista. Nel nostro paese il rapporto tra medici obiettori e non è di 7 a 10, con picchi in alcune regioni in cui gli obiettori rappresentano il 93% dei medici totali.

    È di questi giorni la notizia che anche le ultime pillole anticoncezionali che erano a carico del servizio sanitario nazionale sono diventate a pagamento. Una mossa che avrà ripercussioni sulla fascia debole della popolazione, quella che fatica ad arrivare alla fine del mese, ma anche sulle donne straniere e sulle ragazze giovani.

    L’interruzione di gravidanza rimane un problema anche in Italia ed è per questo che l’ONU ha riconosciuto il 28 settembre come la Giornata sull’aborto sicuro. Ogni anno infatti 50.000 donne muoiono in tutto il mondo per un’interruzione di gravidanza e sono oltre 40.000.000 le adolescenti che devono portare avanti gravidanze indesiderate nonostante tutto.

    Essere vicino alle donne polacche che ieri sono scese in piazza contro una legge medievale sull’aborto significa essere in prima linea nella lotta per l’autodeterminazione femminile in tutto il mondo.

Commenti chiusi