• Contro le discriminazioni facciamo sempre più rete

    Questa mattina ho partecipato al seminario “Combattere l’odio e le discriminazioni” durante il quale abbiamo presentato agli operatori delle forze dell’ordine il Protocollo di Intesa tra OSCAD e Regione Piemonte in materia di iniziative contro le discriminazioni.

    È stato un momento formale, ma anche di sostanza perché siamo voluti entrare nel merito di cosa significhi il protocollo che abbiamo firmato. Si tratta di un ulteriore tassello del lavoro che abbiamo portato avanti insieme di concerto tra istituzioni. Oggi abbiamo consolidato la relazione tra Regione e forze dell’ordine e abbiamo cercato di intraprendere quel percorso che deve portare alla messa a sistema di tutto il lavoro che ognuno di noi sta realizzando.

    Il protocollo è una parte della legge regionale 5/2016 contro tutte le forme di discriminazione. La prova che dopo l’approvazione di una legge il lavoro non finisce, ma prosegue, con i tempi previsti, in modo concreto. Ad esempio la Regione Piemonte ha approvato il regolamento per l’utilizzo del fondo per le vittime di discriminazione che potrà essere utilizzato a 360° nel senso che l’ambito di attuazione è ampio, dall’omofobia al razzismo. Il Piemonte nell’ambito delle politiche contro le discriminazioni fa così da apri pista a livello legislativo, sperando di poter contaminare le altre regioni.

    La nostra legge contro ogni forma di discriminazione è sicuramente molto ambiziosa. Uno dei nostri obiettivi è quello di ottimizzare la rete regionale di chi si occupa di antidiscriminazione: gli organismi di parità, la consigliera di parità, la Città Metropolitana di Torino, i riferimenti territoriali provinciali, il Garante regionale dei Detenuti, il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza e il Difensore civico regionale.

    Tutti si occupano di un ambito specifico ed è per questo che è fondamentale creare rete per non sovrapporsi ed elaborare un piano di lavoro organizzato che stabilisca chi fa cosa. Di questa rete farà parte l’OSCAD nominando un referente per ogni provincia.

    Dobbiamo superare le paure culturalmente perché queste non diventino fonte di discriminazione. Non arrendiamoci alla comunità del rancore e costruiamo invece quella di cura delle relazioni.

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