• Contro la violenza di genere: una legge regionale e un Osservatorio contro le pubblicità offensive

    È ancora tanta la strada che dobbiamo percorrere per arrivare al contrasto di qualsiasi forma di violenza di genere. Le vittime della follia omicida maschile sono ancora troppe. Dobbiamo sradicare la cultura maschilista per la quale la donna è ancora un oggetto a uso e consumo degli uomini. È di questi giorni la notizia di altri due femminicidi nel nostro Paese, uno dei quali ad Asti.

    La Regione Piemonte ha stanziato un milione di euro per il finanziamento della rete regionale dei Centri antiviolenza e delle case rifugio, ma ciò non basta perché è necessario mettere in funzione un piano organico che coinvolga tutti gli operatori chiamati in causa. Questo abbiamo cercato di farlo scrivendo un testo di legge, quello contro la violenza di genere che è già passato al vaglio della Giunta regionale e che ora dovrà iniziare il suo iter in Consiglio regionale, che mette ordine tra tutti i livelli di prevenzione. Il nostro auspicio è che si riesca a creare un coordinamento di lavoro e intenti anche con le forze di polizia.

    Infine un accenno anche alla polemica che sta coinvolgendo una catena commerciale che ha presentato un suo nuovo punto vendita utilizzando il motto “oggi ve la diamo gratis” e “mordi la patata“. Messaggi del genere non contribuiscono a battere la cultura della donna oggetto. Non vedo alcuna ironia in una campagna pubblicitaria che punta a svendere il corpo delle donne. Per battere la violenza di genere e la diseguaglianza tra uomo e donna dobbiamo anche abbattere questi stereotipi. Credo sia giunto il momento di dotarsi di strumenti utili a combattere questa barbaria come potrebbe essere un Osservatorio regionale sulle pubblicità offensive.

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