• CIE, aumenta il numero delle identificazioni in carcere. La CRI non gestirà più il centro di Torino

    Oggi insieme a Bruno Mellano, garante dei detenuti nominato dal Consiglio regionale del Piemonte, abbiamo visitato il Centro di Identificazione ed Espulsione di corso Brunelleschi a Torino.

    Al momento ci è stato riferito che la capienza del CIE è di 50 posti su un totale iniziale di 210, suddivisi in tre aree di cui una solamente a capienza massima (ogni area può ospitare 35 persone). Le persone presenti dentro il centro erano 40, tutti uomini perché l’area femminile è stata dismessa. Il tempo medio di permanenza è stimato in 33 giorni, mentre la percentuale di rimpatri sfiora il 60%, di circa dieci punti percentuali superiore al dato nazionale.

    I rappresentanti della Questura ci hanno detto che è in atto un tentativo di identificazione in carcere per tutti coloro che hanno una pena inferiore ai due anni, ciò sarebbe possibile grazie all’applicazione dell’articolo 16 della cosiddetta “svuota carceri”, questi verrebbero espulsi invece di subire la detenzione carceraria. Nei prossimi giorni sarà nostra premura richiedere i dati specifici di questo provvedimento.

    Dal 1 ottobre la gestione del CIE di Torino non sarà più in capo alla Croce Rossa Internazionale. Il bando di gara, al quale non ha partecipato la CRI, è stato vinto da una società di Agrigento che è risultata l’unica partecipante. In questi anni abbiamo monitorato la situazione del centro con attenzione e abbiamo constatato che, seppur nell’inopportunità della struttura, la gestione ci è sembrata dignitosa. Monitoreremo con costanza anche la nuova gestione perché siamo convinti che fino al giorno in cui queste strutture non saranno chiuse le persone che sono al loro interno debbano essere trattate nel rispetto dei loro diritti.

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