• Casting discriminatori? La cultura che non c’è

    È una questione di cultura! Uno scivolone come quello di chi pubblica annunci su internet per cercare attori con disabilità che trasmettano tenerezza non può essere ridotto a una semplice distrazione dovuta alla fretta; si tratta di diseducazione alla cultura del rispetto e della diversità. Mi riferisco al caso scoppiato ieri: una organizzatrice di casting ha pubblicato un annuncio online con il quale cercava nani o disabili che facessero tenerezza, tutto questo per una miniserie TV della RAI.

    Troppe volte il mondo della comunicazione, quello che parla alla massa e che condiziona l’opinione pubblica, ha adottato linguaggi discriminatori. È di pochi mesi fa il caso del casting di “Ciao Darwin” attraverso il quale venivano cercati concorrenti razzisti e omofobi, oppure la pubblicità di quella nota catena di patatine fritte che per pubblicizzare l’apertura di un nuovo punto vendita utilizzava messaggi sessisti e volti a svendere il corpo delle donne.

    Gli anticorpi però li stiamo producendo perché la netta presa di distanze dall’annuncio incriminato è stata immediata: la casa di produzione che aveva incaricato la professionista dei casting, Film Commission Piemonte e la stessa regista della miniserie televisiva, Francesca Archibugi, hanno prontamente chiesto scusa; a dir la verità anche la stessa ragazza, che è stata rimossa dall’incarico, nella serata di ieri ha scritto pubblicamente online di essere dispiaciuta.

    È una questione culturale perché chi è educato al rispetto di tutte le diversità non viene minimamente sfiorato dall’idea di cercare un disabile che faccia tenerezza ed è per questo che è necessaria l’educazione alla diversità attraverso la sensibilizzazione delle nuove generazioni e la formazione degli adulti.

    Noi, come Regione Piemonte, ieri non abbiamo ritenuto che fosse il caso intervenire sulla questione specifica perché già c’erano state sufficienti reazioni, a partire dalle associazioni dei disabili, ma siamo in prima linea nel contrasto delle discriminazioni e lo facciamo attravero la legge regionale numero 5 del 23 marzo 2016 contro ogni forma di discriminazione. Un testo di legge che invita alla segnalazione di eventuali discriminazioni, come avvenuto ieri grazie al web; che organizza una rete regionale di contrasto alle discriminazioni; che soprattutto entra nelle scuole e nei luoghi di lavoro per educare al rispetto di tutti e di tutte.

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