• Dobbiamo cancellare la vergogna della vendemmia di Canelli

    Oggi insieme agli altri colleghi della Giunta regionale sono ad Asti per un’incontro con le parti sociali e i sindaci del territorio. Una delle questioni che è stata posta è la vergogna della vendemmia di Canelli.

    Nelle colline dell’astigiano ogni anno si producono 120 milioni di bottiglie di vino. Si tratta del distretto produttivo dello Spumante e del Moscato. A occuparsi della gestione del lavoro della vendemmia sono alcune cooperative che assumono per due settimane circa braccianti dell’Est Europa che sono costretti a lavorare a condizioni lavorative e umane umilianti.

    Particolarmente toccante è il servizio che Cosimo Caridi ha realizzato per Il Fatto Quotidiano. Quello che viene immortalato dalla telecamera del giornalista è un vero e proprio campo abusivo dentro il quale vivono per diverse settimane queste persone. Dormono dentro tende precarie, su materassi di fortuna. Nessuno si preoccupa della loro sicurezza durante il lavoro e se si fanno male è un problema che non riguarda nessuno. Vengono pagat 5 euro l’ora. Lavorano 10 ore al giorno per 10 giorni, quando i loro contratti prevederebbero solamente due giorni di lavoro. Hanno a disposizione 2 bagni chimici per circa 150 persone.

    Noi stiamo cercando di comprendere quali azioni si possano mettere in campo per cancellare la Rosarno piemontese, ma non è semplice perché a volte, vedi il Comune di Canelli, le amministrazioni comunali non offrono disponibilità a collaborare.

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