• Candidata sindaca? Solo se il test è negativo!

    Una mamma può fare la sindaca oppure non può fare la sindaca? Una donna per candidarsi come prima cittadina deve essere alta e snella oppure può essere anche bassa e grassa? In queste ultime ore il nostro Paese è spaccato in un dibattito che se non fosse stato aperto da alcuni degli esponenti più in vista della politica italiana sarebbe ai limiti dell’inverosimile.

    Essendo però che qualcuno ne discute come se fosse una cosa seria proviamo a farlo anche noi. Cominciamo dalla questione culturale: il messaggio che è stato lanciato è figlio di una tradizione vecchia che vedeva la donna come al servizio dell’uomo al quale delegava ogni decisione oltre che l’amministrazione. Dire che una donna deve pensare alla casa, alla spesa e alla famiglia sottintende che un uomo a queste cose può tranquillamente non pensare. Non è vero.

    La Regione Piemonte per esempio ha portato avanti progetti a favore dei padri lavoratori dipendenti del settore privato che fruiscono del congedo parentale. Come personalmente mi sono battuta contro le pubblicità offensive della dignità femminile; credo ancora che sia il caso di dotarsi di un Osservatorio regionale in materia. La donna è ancora vittima di stereotipi. Deve essere combattuto l’immaginario che deve volerci per forza alte, magre e avvenenti, in qualsiasi ruolo pubblico, anche se l’aspetto non c’entra nulla. Prima di tutto siamo.

    È per questo che la Legge regionale n. 4 del 24 febbraio 2016 contro la violenza sulle donne prevede anche un articolo di “Azioni di contrasto alla discriminazione dell’immagine femminile“. Pensiamo a contrastare i messaggi discriminatori o degradanti basati sul genere e gli stereotipi di genere nella pubblicità, nei mezzi di informazione e comunicazione. Dobbiamo favorire una rappresentazione della donna coerente con l’evoluzione del suo ruolo nella società.

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