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    Lo spot dell’AIFA è un’argomentazione in più contro la sperimentazione animale

    Da tempo è nota la mia passione per gli animali, come è nota la mia ferma contrarietà alla sperimentazione animale. È per questo che ieri ho partecipato ad un evento organizzato dalla LAV (Lega Anti Vivisezione) di Torino durante il quale è stato messo in evidenza un curioso controsenso che in qualche modo rafforza le argomentazioni che possono essere portate per avvalorare la causa animalista, a favore di metodi alternativi.

    Al centro della discussione la campagna pubblicitaria promossa dall’AIFA (Agenzia italiana del farmaco) volta alla tutela dei bambini dall’abuso dei farmaci per adulti. L’agenzia sostiene, giustamente, che il bambino non può essere considerato un piccolo adulto. Da sempre la LAV sostiene che nella sperimentazione dei farmaci per uso umano gli animali non possono essere modelli validi cui fare riferimento.

    La tesi della Lega Anti Vivisezione da oggi ha un’argomentazione in più visto che secondo l’AIFA neppure gli uomini adulti possono esserlo per i bambini “a causa delle enormi differenze nella metabolizzazione e assorbimento dei composti farmaceutici, nonostante appartengono alla stessa specie”.

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